Montessori: giocando s’impara

Nel centocinquantesimo anniversario della nascita di Maria Montessori, il suo celebre motto diventa una linea della Clementoni per educare i più piccoli attraverso il divertimentoClementoni: giocando s’impara Clementoni: giocando s’impara Clementoni: giocando s’impara «Il gioco è il lavoro del bambino», diceva Maria Montessori all’inizio del Novecento, quando ancora – forse – non immaginava che il suo rivoluzionario approccio all’educazione avrebbe formato milioni di studenti in tutto il mondo . E contribuito al successo di personaggi come Jeff Bezos e Bill Gates, George Clooney e Taylor Swift, solo per citare alcuni nomi recenti. Certo, negli ultimi tempi le scuole montessoriane hanno avuto un boom d’iscrizioni anche grazie a testimonial d’eccezione come i principini d’Inghilterra. Al di là del trend tuttavia è indubbio che il celebre metodo continui a destare interesse, soprattutto ora che si festeggiano i centocinquant’anni dalla nascita della pedagogista italiana.

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Lo sa bene Clementoni , l’azienda fondata nel 1963 a Recanati e che oggi rappresenta un’istituzione internazionale nell’ambito dei giochi educativi, grazie a geniali intuizioni come Sapientino (la cui prima edizione risale al 1967). Il brand ha infatti lanciato un’intera linea, per bambini dai 2 ai 6 anni, fedelmente ispirata al metodo Montessori : «Crediamo che si tratti di un approccio ancora molto valido e straordinariamente attuale», spiega Maria Letizia Mengoni, Manager Sviluppo e Prodotto dei giochi Clementoni. «Sul mercato ci sono molte proposte che si definiscono “montessoriane” ma poche, al pari delle nostre, rispettano veramente i principi della grande educatrice». Il risultato sono dei veri e propri kit contenenti tutti gli strumenti necessari per svolgere le attività realmente praticate nelle scuole Montessori, come le lettere e le cifre smerigliate: percorrendole con il dito, il bambino impara a riconoscerne la forma e poi ad associarla a un suono.

«Abbiamo lavorato sui pilastri del metodo, primo fra tutti l’Autonomia : “Aiutami a fare da solo” era il motto di Maria. Anche noi crediamo che il bambino debba essere lasciato libero di sperimentare e di avere un controllo autonomo dell’errore: per esempio, se deve abbinare un nome a un’immagine, girando la carta può verificare da solo se la risposta data è corretta. I genitori devono essere presenti ma un po’ silenziosi, senza interferire nell’attività del piccolo, che così si sentirà decisamente più motivato. Un altro elemento essenziale è l’Esperienza tattile . “La mano è lo strumento proprio dell’intelligenza dell’uomo ”, diceva la Montessori, un’affermazione che oggi assume un significato ancora più grande. Per Clementoni la fisicità del gioco rimane alla base dello sviluppo psico-fisico, anche per i nativi digitali che hanno la tecnologia costantemente a portata di mano, sia in forma attiva che passiva. Questo perché il gioco trasmette emozioni positive ed è appurato che le nozioni legate a ricordi piacevoli rimangono fisse nella nostra memoria».https://www.vanityfair.it/lifestyle/bambini/2020/09/14/clementoni-giocando-simpara-bambini-gioco-educazione-scuola