Nicole Rossi, «collegiale» di Pechino Express: «Da piccola mi vedevo Presidentessa del Consiglio»

A poche ore dalla finale di «Pechino Express» la ragazza, che si è fatta conoscere grazie a «Il Collegio», parla dell’importanza di riconoscere una voce ai giovani, della quarantena, ma anche di una certa predilezione per il cinema e la politicaPechino Express 2020: Nicole Rossi Pechino Express 2020: Nicole Rossi Pechino Express 2020: Nicole Rossi Pechino Express 2020: Nicole Rossi Una montagna russa, un’intelaiatura di metallo che ora ti porta su e ora ti porta giù. È questa l’immagine a cui ricorre Nicole Rossi per definire la sua quarantena, la sosta forzata che l’ha costretta a mettere in stand-by la sua vita e i suoi sogni: «Sto cercando di non pensarci scrivendo e facendo le dirette, ma è tutto molto altalenante. Ci sono momenti in cui mi sento fortunata di stare bene e di essere a casa e altri in cui sono arrabbiata perché molti progetti si sono chiusi o sono stati posticipati. Siamo, però, tutti sulla stessa barca e dobbiamo farci coraggio» spiega Nicole, 19 anni compiuti nel pieno del lockdown, al telefono, la cadenza romana e la parlantina sicura, fluente, disinvolta. Sua mamma è un’infermiera e, nel momento in cui parliamo, riposa dopo aver fatto il turno di notte: «C’è tanta ansia, ma anche tanto orgoglio. Al di là del virus, sono fiera di mia madre perché ci vuole tanto coraggio ad affrontare i problemi delle altre persone, a vedere la malattia e la morte in faccia».

A casa i contatti si cerca di limitarli – «Non ci baciamo e non ci abbracciamo neanche con le mie sorelline perché non si sa mai, anche se è difficile mantenere la distanza di sicurezza» – ma, quando c’è da vedere Pechino Express , non ci sono scuse: tutti si piazzano davanti alla tv per capire come se la sia cavata Nicole. Nel programma di Raidue che l’ha vista protagonista in questi ultimi mesi insieme all’amica Jennifer Poli, con la quale aveva già partecipato a Il Collegio , Nicole è arrivata in finale, pronta a tutto pur di sconfiggere i Wedding Planner e le Top. «All’inizio temevamo di non arrivare alla seconda tappa, quindi combattere per la finale è già una vittoria per me. Sono orgogliosa del percorso che abbiamo fatto e, comunque vada, sarò contenta». In attesa di scoprire come finirà – la stessa Nicole scoprirà il nome del vincitore solo la sera di martedì 14 aprile -, la ragazza sogna il momento in cui la quarantena finirà, pregustando il cappuccino e il cornetto alla marmellata e alla mela che ordinerà al bar insieme agli amici, e impegnando le sue energie nella promozione del suo primo libro:  Isolament(e)o. Il diario che non ho MAI scritto , edito da  De Agostini e in uscita a maggio.

Su Instagram ha scritto un post in cui spiegava che gli adulti dovrebbero avere più fiducia negli adolescenti: che cosa sbagliano?

«Mettere tutto in rapporto all’età che uno ha. Se un adulto sbaglia è accettabile, se lo fa un adolescente è perché è piccolo: credo che ci siano comportamenti giusti o sbagliati a prescindere dall’età e io e Jennifer lo abbiamo dimostrato. Siamo due ragazzine con gli sguardi pieni di stupore che fuori dall’Europa hanno visto poco e niente, e spero che sia venuto fuori un lato più giovanile che a Pechino Express non si era mai visto».

Giovane o no, Enzo Miccio l’ha accusata di essere molto «polemica» nel corso della semifinale. Come l’ha presa?

«Sono giovane: se non spingo i miei ideali adesso, quando dovrei farlo? A Pechino ci siamo beccate 7 penalità e siamo sempre state zitte, forse anche perché gli altri ci vedevano come le ragazzine che non rispondevano mai. Dopo la settima, la polemica ci stava: anche se Enzo ha detto che devo imparare e mangiare pane duro, credo ancora che la mia opinione fosse giusta».

Polemica, ma anche competitiva. È un pregio o un difetto?

«Spesso è un difetto perché poi ci rimango male per qualsiasi commento negativo che arriva, ma è anche un pregio perché mi stimola a cercare, a non adagiarmi sugli allori. Voglio sempre il meglio da me: una cosa che in passato mi ha creato molta ansia, ma che mi ha sempre assicurato di non morire dentro».

Come si accettano le critiche?

«Scrivendo, rispondendo non al singolo caso, ma in maniera più generale. Avere un diario su Instagram mi aiuta a sfogare quello che sento».

A maggio esce, intanto, il suo primo libro, che lei definisce «un diario non scritto». In che senso?

«Non ho mai tenuto un diario giorno per giorno, ma la cosa affascinante di scriverlo dopo è che già sai cosa scriverai nella pagina successiva: il dubbio è capire come. I ragazzi hanno bisogno di realtà e spero, con il mio libro, di aiutare a togliere quel filtro di Instagram che ti fa vedere gli influencer come quelli che non sbagliano mai. Vorrei sfilare questa finta maschera di perfezione al mondo del web».

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Lei di certo non ha paura di apparire imperfetta: a Pechino ci sono stati diversi momenti di tensione con la sua amica Jennifer. Come ne è uscito il vostro rapporto?

«Più forte. Un viaggio del genere ti fa crescere tanto e sono contenta che siano venuti fuori dei difetti che non si erano visti nel Collegio : io ho apprezzato i suoi momenti di fragilità e lei ha imparato a tollerare i miei momenti di pesantezza. Ha visto tutte le mie sfaccettature perché Pechino è una gara che ti mette di fronte al meglio e al peggio di te e, quando capisci questo, non puoi che uscirne più forte».

Se non fosse partita con Jennifer, chi avrebbe voluto con sé?

«La mia amica Martina Attili, che però non avrebbe mai accettato, e, naturalmente, il mio fidanzato. Di lui mi fido ciecamente, siamo innamorati da tre anni e, nonostante la mia vita sia cambiata tanto da allora, con lui è tutto rimasto uguale».

Con Riccardo, il suo fidanzato, non vi vedete da tempo per via della quarantena: com’è un amore a distanza?

«È dura, ma siamo abituati già dai tempi del Collegio. A Pechino certe volte non mi ricordavo neanche la sua voce e la sensazione di dargli un bacio ma, quando l’ho rivisto, è stato uno scoppiare di sensi, tutto bellissimo. La distanza aiuta la relazione: ogni tanto fa bene ricordarsi di essere due individui singoli che non devono per forza diventare una cosa sola».

Di recente ha raccontato di alcuni gruppi di Telegram che prendevano le sue foto e le commentavano in maniera offensiva e gratuita: non è stato importante, in quel caso, sentire la vicinanza di qualcuno che la sosteneva?

«La mia famiglia e i miei amici sono una rete fondamentale in momenti come questi, certo. Avere degli affetti a cui urlare i tuoi problemi è confortante, ma insisto sull’isolamento perché stare da soli aiuta a non scegliere chiunque da avere a fianco. Specie quando hai di fronte la frustrazione di chi vede i personaggi pubblici come lontanissimi, distanti e irreali. Peccato che le conseguenze delle loro azioni si riversino sulla realtà».

È vero che vuole diventare giornalista?

«Mi piacerebbe, ma sono molto egocentrica e, prima di intraprendere una strada del genere, dovrei lavorare un bel po’ sulla mia persona».

Studia, adesso?

«Sì, sono al quinto superiore in Scienze Umane, anche se mi spiace un po’ concludere l’anno così. L’Esame di Stato lo faremo online e penso che sarebbe stato bello coronare il tutto dal vivo: nella mia scuola ho passato tutte le fasi della mia vita e ci tenevo a chiuderla in una certa maniera, ma pazienza».

Al Collegio non se la cavava male con le interrogazioni : è rimasta in contatto con gli altri ragazzi?

«Un po’ con tutti, sì. Soprattutto con Beatrice, Alice ed Esteban».

L’ultima stagione l’ha vista?

«No perché ero in Thailandia, ma non penso di recuperarla perché Il Collegio l’ho visto solo quando ci sono andata io: ci tenevo a vivermi l’esperienza appieno. Non è un programma che vedo al di fuori: sono fan di Pechino Express e di X Factor ma, in generale, non vedo tantissima televisione».

Non la vedremo in altri programmi tv in futuro, quindi?

«La tv finora mi ha offerto delle esperienze incredibili e sicuramente ci sono dei programmi che sarebbe figo da fare. Tipo Celebrity Hunted che ha fatto Costantino su Amazon, o l’Isola , anche se avrei paura visto che è un po’ sadico. Il Grande Fratello , invece, non lo farei perché mi mette ansia e poi perché è dietro casa mia, visto che abito a Cinecittà».

Cosa vorrebbe diventare?

«È un lavoro che ho un po’ paura a pronunciare, ma mi piacerebbe tanto recitare. Da piccola facevo teatro e spero di poter ricominciare e, magari, fare del cinema. Calarmi dentro a un personaggio è una cosa che mi fa impazzire. Adoro Quentin Tarantino, mi piacerebbe tanto donare i miei piedi alla sua collezione, ma apprezzo anche Paolo Genovese e Matteo Garrone: l’Italia si sta facendo sentire in questi ultimi tempi ed è un bene».

Mai pensato alla politica?

«Per me la politica dovrebbero farla tutti perché è una cosa del popolo, ma non amo molto i partiti: non mi ritrovo in nessuno e non saprei crearne uno. Penso, però, che avrei paura a intraprendere una carriera del genere perché, se già con 500mila follower su Instagram mi faccio venire il fegato amaro quando arriva una critica, se entrassi in politica di sicuro ne uscirei con una crisi isterica. Poi mi verrebbe naturale cercare la leadership: mi farebbe male».

Si vedrebbe Presidentessa del Consiglio?

«Da bambina volevo tanto farlo. Anche se non sapevo in cosa consistesse, mi dava fastidio che non ci fosse mai stata una presidente donna. La stessa cosa vale per la Chiesa, ci vorrebbe una Papessa».

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