Niente occhiali al lavoro. Il divieto assurdo per le donne giapponesi

Le donne del Paese protestano contro il divieto imposto da moltissime aziende. Pochi mesi fa il #kutoo, contro l’obbligo di indossare i tacchi sul luogo di lavoroC’è un divieto, in Giappone , che riguarda soltanto le donne e che risulta poco comprensibile: quello di non indossare gli occhiali . Ogni azienda ha la sua scusa per imporlo: quelle aeree dicono che è per la sicurezza, quelle di beauty per «far vedere meglio il makeup», quelle di ristorazione perché «non si adatta con il kimono» e le grandi catene di negozi perché le commesse con gli occhiali «danno un’impressione di freddezza» ai clienti.

Adesso, però, sull’onda di un servizio di inchiesta andato in onda su una una delle principali trasmissioni televisive del Paese, le donne giapponesi hanno deciso di inforcare le lenti contro la regola anacronistica e discriminatoria. In migliaia hanno postato su Twitter le foto dei propri occhiali, con l’hashtag «Gli occhiali sono vietati» .

Nel Paese non sono rari i «dress code» piuttosto rigidi applicati soltanto alle donne, sia nei posti di lavoro che nelle scuole. Molte studentesse giapponesi, per esempio, devono osservare precise linee guida sulla lunghezza dei capelli , sul colore della biancheria e sulla lunghezza della gonna .

Pochi mesi migliaia di donne hanno protestato all’insegna dell’hashtag #Kutoo . Il movimento si ispirava al #MeToo  e chiedeva al governo giapponese di introdurre una legge per proibire ai datori di lavoro obbligare le dipendenti a indossare calzature eleganti. Niente da fare. Il ministro del Lavoro giapponese, Takumi Nemoto, ha detto di no , definendo la pratica «una prassi necessaria e appropriata».

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