Noi, i ragazzi della maturità che non si aspettava nessuno

L’esame sembra più facile, ma il mondo intorno è molto più difficile. I ragazzi della maturità 2020 fra speranze e timoriÈ l’anno della maturità che nessuno si aspettava quella in cui il giorno dell’esame coincide con il giorno in cui i ragazzi rimettono per la prima volta piede a scuola dopo mesi di lezioni a distanza. È un esame tutto orale, è un esame con davanti i propri professori e non una commissione esterna.

Alle 8 e 30 di mercoledì 17 giugno partirà la maturità 2020, l’esame delle prime volte . Niente fascicolo telematico e niente tototema, niente notte prima degli esami e festeggiamenti in tono minore dopo. È comunque la maturità, la fine del percorso scolastico per decine di migliaia di studenti italiani. Abbiamo raccolto pensieri e paure di alcuni di loro.

ANNA MARIA

Anna Maria fa la maturità linguistica a Ravenna e contava più sullo scritto che sull’orale, ma il timore maggiore è per l’incertezza. «Difficile prepararsi per qualcosa che non sai come sarà e con una prova sola l’emozione pesa di più. Non c’è alternativa ad andare bene all’orale ».

Anche tornare davanti ai prof dopo mesi che non si fa un’interrogazione è un problema perché on line ci sono state più lezioni che vera scuola. «Non abbiamo vissuto l’ultima campanella, gli ultimi giorni, i festeggiamenti per la fine della scuola. Non possiamo avere quello che hanno avuto gli altri, ma qualcosa faremo: impossibile lasciarsi dopo 5 anni senza neanche vedersi tutti».

GIORGIA

Anche Giorgia, 19 anni a settembre, ha fatto il liceo linguistico a Bologna e ha timori molto simili: non riuscire a esprimersi adeguatamente davanti a una commissione, dopo mesi di didattica a distanza, e non avere più le prove scritte che le davano sicurezza. «È cambiato il modo in cui penso all’esame, non lo immagino però difficile come prima».

È umana e personale la mancanza maggiore. «La vera difficoltà è stata abituarsi alla distanza fisica dai compagni e dai docenti . Oltre alla notte prima degli esami sono mancate tante altre esperienze legate all’esame. Diciamo che ci manca proprio un pezzo di quell’esperienza che per tutta la vita si ricorda. È mancato il primo passo verso l’età adulta, ma troveremo il modo di vivere la nostra estate in modo leggero e spensierato come è giusto che sia dopo la fine del liceo».

LUCA

Luca aveva già conosciuto la didattica a distanza con l’emergenza neve del 2017, i giorni della valanga all’Hotel Rigopiano. Quest’anno fa la maturità a Penne, in provincia di Pescara. Il suo indirizzo di studi è Amministrazione finanze e marketing. Immaginava l’esame come un’ultima grande verifica con la complicità di tutta la classe. Adesso è solo una formalità.

«Purtroppo non abbiamo avuto occasione di prepararci adeguatamente e non riusciremo ad esprimere tutte le nostre potenzialità senza le prove scritte». La sua vera paura è molto concreta: non vedersi riconosciuto o sottovalutato il titolo di studio, per qualche motivo, in un futuro lavorativo. Anche se ammette che per chi «(come me) avrebbe fatto un esame non proprio eccellente, questa maturità è più facile».

MATTIA

Mattia fa il liceo delle scienze applicate a Milano e si immagina un esame più tranquillo ed organizzato con i docenti, con il livello di stress sensibilmente ridotto rispetto a quello che pensava. «La cosa che fa più paura è senza dubbio portare a casa un risultato non all’altezza delle aspettative mie e dei miei familiari ». Non è stato facile trovare la voglia e le motivazioni per seguire le lezioni a distanza e studiare in autonomia, senza il rigore dei professori e le verifiche. E dopo? «Impossibile fare un degno viaggio di maturità, ci limiteremo a una pizzata all’ombra di un albero».

DAVIDE

Davide affronta la maturità scientifica sempre a Milano e se la attende più semplice dal punto di vista didattico, «temo i collegamenti interdisciplinari a partire da un argomento scelto dalla commissione», ma più carente da quello emotivo. Il viaggio della maturità? «Aspetteremo la prossima estate».

GIULIO

Giulio fa l’Istituto tecnico economico e per lui l’esame sarà «con delle facilitazioni, più veloce ma non semplicissimo perché è una prima volta per tutti». Come per tutti la paura di ammalarsi è pochissima, anche se è in Lombardia dove il numero di contagi è stato il più alto d’Italia. È sempre l’esame a far temere di più soprattutto per il modo in cui ci si è arrivati.

ALESSANDRO

È Alessandro, pronto alla maturità da geometra, a esprimere una paura sottintesa da altri: «Essere classificati in un futuro come quelli che hanno fatto la maturità più facile durante il periodo del covid ». Per lui è chiaro che questa maturità è più facile di quella degli anni scorsi, ma il percorso è stato ben diverso dall’abituale. Alessandro e tutti gli altri hanno però una cosa in comune con quanti li hanno preceduti: «Tutti i miei pensieri iniziano con “dopo la maturità”».

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