Perché a scuola i bambini collaborano e rispettano le regole anti-Covid

I più piccoli hanno una predisposizione alla collaborazione e al rispetto delle regole. Ecco perché è importante farli sentire parte attiva anche nel ripasso delle norme anti-CoronavirusLe norme anti-Covid spiegate ai bambini Le norme anti-Covid spiegate ai bambini Le norme anti-Covid spiegate ai bambini Le norme anti-Covid spiegate ai bambini Le norme anti-Covid spiegate ai bambini La scuola è un posto in cui sentirsi sicuri perché ci sono loro, i bambini , diligenti e rispettosi delle regole anti-coronavirus . A scuola, le norme vengono pienamente rispettate perché è un contesto istituzionale e come tale è regolato da rigidi protocolli. Ai bambini non bisogna ripetere che la mascherina deve coprire bene anche il naso, lo hanno capito e lo fanno, forse, più degli adulti.

«I bambini sono molto collaborativi e competenti», afferma la dottoressa Elena Urso, pedagogista . «Ma soprattutto sono desiderosi di compiacere le loro figure di riferimento, da cui sono dipendenti emotivamente. Sapere di fare contento un genitore, li rende automaticamente felici e motivati».

I bambini sono predisposti alla collaborazione e hanno bisogno di sentirsi coinvolti in maniera attiva. «La sensazione di poter fare qualcosa, di avere un ruolo nel fronteggiare l’emergenza, li responsabilizza e li motiva. Sanno che non stanno semplicemente eseguendo un ordine, ma stanno dando in prima persona il loro contributo contro il coronavirus».

Nonostante l’aumento dei contagi sia coinciso con la riapertura scolastica, non è stato ancora riscontrato un rapporto causa-effetto tra le aperture e l’incremento dei nuovi positivi. All’interno della comunità scientifica, i pareri sono contrastanti : secondo il direttore dell’Ats Milano Walter Bergamaschi  «I numeri della scuola sono esplosivi» e il sistema di tracciamento è fallito, mentre secondo il documento redatto dall’immunologa dell’Università di Padova Antonella Viol a con il biologo Enrico Bucci  e il collega Guido Poli,  «non è la scuola il luogo in cui si moltiplicano le infezioni ». Ovviamente il virus entra anche a scuola come in tutti gli ambienti, ma se le regole sono ben rispettate, il rischio di contagio è minore che in ambienti non controllati . Il vero problema sono le procedure di tracciamento e contenimento dei focolai che dovrebbero essere implementate anche con i test antigenici.

LE REGOLE NON SONO COSTRIZIONI

Ai bambini le regole servono per crescere. «I bambini si sentono rassicurati dalle regole, li aiutano ad orientarsi, sono come delle bussole che guidano il loro modo di comportarsi e li aiutano a fronteggiare la paura di tutto ciò che è sconosciuto. Le regole rendono il mondo circostante più familiare e i bambini non hanno grande difficoltà nel rispettarle».

Attraverso il progetto «La protezione tiene banco» realizzato da Lysoform in collaborazione con Fondo Scuola Italia , 100 scuole italiane  sono state sanificate con la partnership tecnica di Anticimex , azienda specializzata nei servizi di igiene ambientale. Sempre nell’ambito di questa iniziativa sono stati realizzati dei kit didattici e sono stati distribuiti 15.000 gel mani. Con il #CleanTogetherDay, i bambini hanno poi ripassato le norme anti-Covid attraverso fiabe, giochi, quiz e momenti di divertimento adatti alla loro età.

Il Fondo Scuola Italia , con il contributo degli esperti, ha messo a disposizione delle scuole diversi contenuti che spiegano le buone pratiche di igiene quotidiana, pillole che trattano il Covid in modo semplice e comprensibile, e video con consigli pedagogici che aiutano i genitori a trasmettere le informazioni corrette ai bambini. Come spiega la dottoressa Elena Urso , spesso, potrebbero essere le paure e le ansie dei genitori ad avere un effetto negativo sui più piccoli. «Un bambino non ha l’ansia della mascherina, gli può dare fastidio, prurito, ma non lo considera un limite . Gli aspetti che per noi sono dei problemi, potrebbero non esserlo nella visione di un bambino».

CORONAVIRUS, COSA SI STANNO PERDENDO I BAMBINI?

«Viene meno la parte di gioco spontaneo . È uno degli aspetti più formativi dell’età infantile, perché permette di costruire un senso di libertà e di autonomia. Nel gioco spontaneo i bambini non osservano solo regole imposte da altri, non compiono azioni perché qualcuno gli ha detto di farlo, sono autonomi, sperimentano i loro limiti, si danno delle regole, rafforzano l’autostima. Sono tutte tappe che i bambini stanno perdendo e che conosceranno in ritardo».

COME RIPASSARE LE REGOLE ANTI-COVID INSIEME AI BAMBINI

«Le forme più efficaci sono quelle giocose, divertenti e partecipative. Si possono utilizzare dei quiz oppure riassumere le regole da seguire con dei disegni realizzati dai bambini stessi.  A casa, si possono coinvolgere mettendo a portata di mano tutti gli oggetti di cui hanno bisogno delegando, per esempio, il controllo della mascherina di scorta nella cartella», spiega la dottoressa Urso. «Consiglio di creare un cartellone disegnato da appendere alla porta di casa come promemoria, giova ai bambini ma anche ai genitori».

L’IMPORTANZA DI ESPRIMERE L’EMOTIVITÀ

Anche un momento di confronto fa bene agli adulti ma anche ai più piccoli. Esprimere le proprie ansie e paura ha un effetto catartico per tutti ed è più risolutivo. «Consente ai bambini di capire perché i genitori sono nervosi, e permette ai più piccoli di dire apertamente cosa li rende tristi. Esplicitare le proprie sensazioni migliora la comunicazione, lamentarsi permette di circoscrivere il problema e di andare avanti con più serenità».

 

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