Perché l’incubo del Coronavirus mi sta ricordando “It” di Stephen King

Coronavirus e analogie con IT

È possibile riscontrare analogie fra la paura per il Coronavirus e quella provocata da “It”? Forse sì. E non è detto che ci sia solo da angosciarsiOCCHIO AGLI SPOILER! UN NEMICO DIFFICILE DA INQUADRARE UN ARGOMENTO (INIZIALMENTE) DA EVITARE UN CHIODO FISSO UNA PAURA ACCRESCIUTA DALL’INCONSAPEVOLEZZA DI MOLTI NESSUNO SI SALVA DA SOLO IL SESSO CI DISTRAE, CI UNISCE E “CI FORTIFICA” UN INCUBO CICLICO ANCHE IL PEGGIOR INCUBO SI DIMENTICA UN RISCHIO IN AGGUATO A FINE INCUBO DALL’ASSURDO POSSIAMO PORTARCI VIA QUALCOSA Oddio, mi pare di essere dentro “It” ! È questo che ho pensato quando la situazione è precipitata e il pensiero del Coronavirus ha preso a impossessarsi delle nostre giornate. Perché quello che ho cominciato a provare, ossia la sensazione di trovarmi nel bel mezzo di un incubo e di percepire il pericolo nella mia quotidianità  (forse addirittura dentro la mia stessa casa!) mi ha ricordato la paura provata dai personaggi creati dalla fantasia di Stephen King.

Una paura diversa dal solito . Più intensa, più pervasiva . Una paura che Stephen King, nel suo celebre romanzo horror “It”  , descrive con una tale maestria e dovizia di dettagli da indurre persino i suoi lettori a stare sul chi va là fra una sessione di lettura e l’altra. (Alzi la mano chi, leggendo il capolavoro dello scrittore statunitense, non ha mai ravvisato un che di sinistro sentendo un improvviso gorgoglio del rubinetto della propria abitazione oppure uscendo e avvistando a sorpresa un palloncino rosso).

Insomma, l‘intensità della paura e dell’angoscia provocata dal Coronavirus mi ha ricordato l’intensità di una paura che avevo soltanto letto e immaginato (ma anche visto sul piccolo e grande schermo, dato che dal libro di Stephen King, pubblicato per la prima volta nel 1986 ,  è stata tratta dapprima una mini-serie televisiva  e poi, di recente, anche una versione cinematografica divisa in due parti). E questa vaga somiglianza fra le sensazioni suscitate dal Coronavirus e quelle scatenate da It  mi ha fatto uno strano effetto. Mi ha colpita e ha continuato a persistere per giorni nella mia mente: tanto che, a un certo punto, ho pensato addirittura che, fra l’attuale e concreta paura per il Coronavirus e il  best seller di Stephen King, ci potrebbero essere diverse altre analogie . Così come ce ne potrebbero essere fra le reazioni che hanno avuto i protagonisti del libro – ora bambini, ora adulti – e quelle che sto vedendo (e percependo) ora attorno a me. E tutto ciò, oltre a inquietarmi, mi è sembrato anche molto interessante.

Sì, perché Stephen King non si limita a raccontare la paura . Non si limita a descrivere i connotati di un grande incubo. Stephen King fa anche un’altra cosa: dopo aver mostrato la portata mostruosa di “It” affida a Bill, Ben, Richie, Eddie, Beverly, Mike e Sten– il cosiddetto “Gruppo dei Perdenti” – il compito di affrontare quell’essere lì. E la chiave trovata da questo gruppo di sette amici per gestire la paura di “It” e affrontarlo, per certi versi, mi sta fornendo degli spunti utili per destreggiarmi in qualche modo nell’incubo in cui mi sento immersa adesso. Forse perché sotto sotto la paura, nella sua forma più astratta , misteriosa e totalizzante , è sempre quella. È sempre la stessa. Nelle storie di fantasia così come nella realtà .

Perciò, se non avete ancora letto “It” di Stephen King, il primo consiglio è quello di farlo proprio adesso. Le pagine da leggere sarebbero moltissime – oltre 1.200 quelle della versione cartacea – ma del resto, in piena quarantena, di tempo da occupare ne abbiamo abbastanza. Il secondo consiglio, invece, è quello di interrompere qui la lettura di questo pezzo e di non leggere assolutamente la gallery, perché contiene alcuni spoiler . Se ne avrete voglia, potrete farlo più in là, a romanzo letto e metabolizzato.

Se invece avete già letto “It” , potete aprire senza problemi la gallery qui sopra: troverete tutte le analogie che ho riscontrato fra l’incubo che pervade l’immaginaria cittadina di Derry e la pandemia dovuta al Covid-19 che sta stravolgendo la nostra realtà planetaria. C’è da inquietarsi, ma non solo.

Per proseguire la lettura e scoprire alcune possibili analogie fra la paura suscitata dal Coronavirus e quella provocata dal personaggio di “It” creato dalla fantasia di Stephen King, aprire e scorrere la gallery qui sopra.

 

 

 

Immagine d’apertura tratta dal film “It – Capitolo 2”

(Everett/Contrasto)https://www.vanityfair.it/benessere/what-women-want/2020/04/13/ansia-da-coronavirus-analogie-paura-it-stephen-king