Quella bellezza ritrovata, nei cortili di mezza Italia

In migliaia hanno improvvisato cantate collettive nei palazzi. E ci hanno fatto ritrovare la bellezza nel posto che da piccoli ci sembrava il confine del mondo: il cortile di casa«Cantiamo sui balconi». Il flash mob in tutta Italia «Cantiamo sui balconi». Il flash mob in tutta Italia «Cantiamo sui balconi». Il flash mob in tutta Italia «Cantiamo sui balconi». Il flash mob in tutta Italia «Cantiamo sui balconi». Il flash mob in tutta Italia «Cantiamo sui balconi». Il flash mob in tutta Italia Forse lo è stato, il giorno più bello dell’internet italiano. Quello in cui i social si sono riempiti di balconi, cortili e canzoni . In cui la comunicazione senza fili s’è fatta attraverso le finestre, e gli influencer erano i suonatori affacciati al davanzale, che c’hanno riempito le timeline. L’appello l’aveva lanciato Fanfaroma su Facebook, ma quasi nessuno lo sapeva: «Usciamo in balcone e suoniamo insieme, anche se lontani». Alle 18 di un venerdì 13 hanno risposto. Mezz’ora dopo, le immagini erano sulle timeline di mezzo Paese (si esagera, ma le speranze si nutrono di iperboli): una chitarrista di 10 anni che improvvisa Knockin on heaven’s door ; un flauto traverso che fa Despacito ; dei compagni che stonano Che sarà, che sarà , che sarà, che sarà della mia vita chi lo sa . A Monti cantano We are the world , quella là della beneficienza. Uno attacca lo stereo in cortile: We are the champions . Che tanto siamo là: è finale Mondiale del 2006.

A parte quelli, è tutto repertorio italiano. In un cortile di via Canonica a Milano i condomini cantano Il mondo  di Jimmy Fontana, quella che il mondo non si è fermato mai un momento. La notte insegue sempre il giorno ed il giorno verrà . Qualche chilometro più in là il trombettista Raffaele Kohler improvvisa O mia bela Madunina , ma pure Bella Ciao . «Forza Milano». «Dai Italia, ce la facciamo». Delirio mondiale, il più bello. Nel blu dipinto di blu , Sciuri sciuri e violinisti sui tetti che suonavano chissà quali melodie. Tutti classici, che non si sbaglia mai.

I migliori sono i napoletani, che a canzoni per le strade non li batte nessuno al mondo. Le canzoni che cantano dai palazzi con le luci accese sopra le strade vuote paiono scritte per ‘sti giorni qua. C’è Napoli , l’invito di Nino D’Angelo a scordarsi ‘e problemi e mettersi a canta’ . Poche sfumature, mancanza perfetta per sti tempi qua. C’è la cantata collettiva di Abbracciame , di Andrea Sonnino, fatta vicino a via Duomo. Un arpeggio di chitarra e l’invito: Abbracciame cchiù forte, pecchè po’ chi se ne fotte . E c’è Napule è di Pino Daniele: quella che Napule è mille paure , ma pure na’ camminata, int’ e viche miezo all’ate . Per i problemi dimenticati, l’abbraccio e la camminata è ancora presto. Ma tutto questo le buone canzoni non lo sanno. E grazie a loro la bellezza l’abbiamo ritrovata nel posto più snobbato dell’età adulta, ma che da piccoli ci sembrava il confine del mondo: il cortile di casa.

 

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