«Ratched»: nell’orrore dell’ospedale psichiatrico con la nuova serie Netflix

Otto episodi, descritti come prequel di «Qualcuno volò sul nido del cuculo», Sharon Stone e Sarah Paulson nel cast. La nuova serie Netflix, online dal 18 settembre, è la perfetta mescolanza di grottesco e noir, la risposta a chi ancora pianga la cancellazione di «Scream Queens» e le prime stagioni di «American Horror Story»Ratched, la nuova serie Netflix Ratched, la nuova serie Netflix Ratched, la nuova serie Netflix Ratched, la nuova serie Netflix Ratched, la nuova serie Netflix Ratched, la nuova serie Netflix Ratched, la nuova serie Netflix Ratched, la nuova serie Netflix Ratched, la nuova serie Netflix Ratched, la nuova serie Netflix Sono luoghi cupi, quelli di Ratched , spazi in cui ancora risuona il dolore sordo degli ultimi, dei malati. Eppure, c’è un che di commovente nella tragedia umana della serie Netflix , nel walzer macabro di un ospedale psichiatrico, che solo ha saputo riportare il regista, Ryan Murphy , ai fasti degli esordi. Ratched , i cui primi otto episodi saranno rilasciati online venerdì 18 settembre , non è quel che avrebbe dovuto, il prequel istituzionale di un film che ha fatto epoca, ma il manifesto programmatico di un regista che si credeva perso. E a guardarla, Ratched , antefatto romanzato di Qualcuno volò sul nido del cuculo , il piacere più grande non lo si trae dalla storia, ma dalla meraviglia di scoprirla costellata di cifre vecchie e mai desuete.

Ratched , racconto di quel che accadde a Mildred Ratched prima che si trovasse a servire come infermiera all’ospedale psichiatrico di Salem , è spaventosa, a tratti. Ma l’orrore non sfocia mai nel desiderio di coprirsi gli occhi, quanto piuttosto nella fascinazione divertita, perversa forse, che ha spinto milioni di telespettatori a infliggersi ogni immagine di American Horror Story , anche la più cruda, di anticristi e soprusi. In equilibrio costante tra il genere del terrore e la ricerca del grottesco, Ratched è la risposta materna a chi negli anni abbia pianto la morte televisiva di Chanel Oberlin, orfano delle Scream Queens e della superba mescolanza di splatter, dramma e sottili risate.

Ryan Murphy è tornato, e con lui Sarah Paulson , volto nella serie Netflix di Mildred Ratched. La donna, elegante, di un’eleganza senza tempo o classe, è l’infermiera che avrebbe scelto Miloš Forman, quando nel 1975 si è trovato ad adattare per il cinema il romanzo di Ken Kesey. Allora, però, la Ratched è stata presentata al pubblico come arcigna caporeparto dell’ospedale psichiatrico di Salem. Cosa l’avesse resa tale, Forman lo ha taciuto. Murphy ha provato a capirlo.

Immersa in un mondo onirico, dove la realtà si confonde con il delirio, Mildred Ratched è ritrovata giovane donna, bambina addirittura . Nella serie Netflix, ne si ricostruisce il passato, i traumi di un’infanzia di abusi e violenza, la parentela casuale con un serial killer spietato, lo spettro di un’altra morte e il tentativo di evitarla.

Ratched racconta la donna dietro il nome e le ragioni che l’hanno plasmata nel personaggio di Forman. Poi, racconta un giallo. Omicidi, vendette, racconta di una Sharon Stone versione Crudelia De Mon, nella quale l’avversione non sia per i dalmata, ma per un dottore, reo di averne mutilato il figlio. Ed è il medico, tal Richard Hannover, il personaggio che più di tutti incarna il genio di Murphy, rendendo proficua la visione della serie . Filippino minuto, il dottore è a capo dell’ospedale psichiatrico di Lucia, in California. E, negli otto episodi di cui si compone la serie, si evolve in una creatura ibrida, le cui visioni lucide sull’allora presente della medicina – e la pedissequa narrazione delle pratiche barbare che l’hanno segnata, la lobotomia e l’idroterapia – si alternano in una danza schizofrenica ai suoi deliri di drogato . Le anfetamine gli sono care compagne. E il suo Charleston smascellante al prom del manicomio merita, da solo, l’intera visione.

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