Sfera Ebbasta: «Il cerchio non si chiude mai»

Puntata dopo puntata, il giudice di «X Factor 2019» ha abbattuto i pregiudizi. Storia di un bravo ragazzo cresciuto in un quartiere difficile che punta alla perfezione. Perché «ogni rima può sempre girare meglio»Sfera Ebbasta © Studio Cirasa Sfera Ebbasta © Studio Cirasa Sfera Ebbasta © Studio Cirasa Sfera Ebbasta © Studio Cirasa Sfera Ebbasta © Studio Cirasa Sfera Ebbasta © Studio Cirasa Sfera Ebbasta © Studio Cirasa Sfera Ebbasta © Studio Cirasa Sfera Ebbasta Sfera Ebbasta Sfera Ebbasta Sfera Ebbasta Sfera Ebbasta Sfera Ebbasta Sfera Ebbasta Sfera Ebbasta Sfera Ebbasta Il niente – se non ci vieni, dal niente, se non l’hai mai toccato – non lo puoi sapere: il silenzio e il vuoto che fa, cosa ti ha tolto, a che punto della strada, invece, ti risarcirà. Sfera Ebbasta , nel buio che scende presto d’inverno e inghiotte tutto intorno, è un punto di umanità fluorescente che grida e irradia colore: fucsia dai capelli, giallo dal giubbetto, luce d’oro bianco e diamanti da anelli, bracciali, orologi, orecchini, crocifissi, teschi, catene, dagli strass che ha persino sui pantaloni. Quasi acceca, e forse lo vuole. Come in una personificazione di quei versi di Pier Paolo Pasolini: «T’insegneranno a non splendere. E tu splendi, invece».

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Si consegna subito: «Voglio essere unico. Nel bene e nel male» . Puoi riavvolgere il nastro, gli dico, dove torni? «No, non scherziamo: il nastro non si riavvolge. Si può andare solo avanti, solo e sempre avanti». Ventisette anni appena compiuti, «bravo ragazzo cresciuto in un brutto quartiere», al talent di Sky appena conclusosi ha mandato in frantumi i pregiudizi tanto che, nei discorsi al bar del venerdì mattina, era facile intercettare signore insospettabili pronunciare frasi tipo: «Però, quello Sfera lì, mica male, non credevo». «Nonostante le critiche, e ce ne sono state, mi guardo indietro e penso che, fino a tre anni fa, nessuno sapeva chi fossi, e ora mi riconoscono addirittura come fenomeno nella musica». Musica che resta e gira dentro come un tormentone : Qua tutti puntano il dito, uh, mademoiselle / Perché fumo, perché bevo, perché spendo ’sto cash.

«Purtroppo, nel gergo comune, la trap è male o si confonde in un generico che fa di tutta l’erba un fascio: diventa presto sinonimo sbagliato di sesso, droghe, fumo, devianze. Ora, è vero che la trap non esclude niente, ma è anche vero che non include tutto. La gente non se lo immagina proprio, che non ho uno stile di vita malsano (ha aperto Healthy Color, il primo fast food salutista di Milano, ndr): vado in palestra, sto attento a quello che mangio. Che, insomma, crescendo mi sto regolarizzando. Nel quotidiano do peso ai gesti: mi lavo i denti e chiudo il rubinetto, prendo una macchina ibrida per l’ambiente».

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Esordi a questo mondo : «Ho ricordi poco lucidi e misti. Abbiamo dovuto cambiare tante case – da Bergamo a Cinisello Balsamo – per via degli affitti che non potevamo mai permetterci. Però ho memoria precisa di quando ho ascoltato il rap e poi ho provato una rima, un giro. Ero piccolo, avrò avuto 12 anni, ma avevo già le idee chiare, di lì in poi sarei solo andato a definirle. Con gli incontri – Charlie Charles, mio produttore, e Shablo, mio manager –, con i sold out che hanno fatto la storia». Senza quell’infanzia lì? «Oggi non saprei cosa ringraziare per il fatto che so comportarmi in tutte le circostanze». La ricchezza che cos’è? «Quando sei stato povero, ti vengono in mente solo i soldi che ti mancavano. E li mostri». Con i Rolex al polso, le emoticon sui social a sacchi di dollari e banconote, i titoli delle canzoni. L’ultima, Soldi in nero : Dalle popolari ce ne andiamo sopra un jet / Bimbi della street ora nella suite d’hotel. «Il riscatto materiale ha un gusto buono, ma io so che la vera fortuna è altro: avere amici di cui ti fidi, fan che ti vogliono bene e ti supportano. Una madre vicina, che è quel legame che non puoi spiegare, perché la mamma è amore, punto».

Altre donne (l’attuale per le cronache è la modella argentina Angelina Lacour, ndr)? «Una faccenda complicata, come la politica. Molto difficile da gestire: quando sei famoso sei sempre sotto stretta osservazione». Sesso? «Spesso». Tradito mai? «Sicuro. Tutti tradiscono e vengono traditi. Dall’amico, dalla tipa, dal sistema. Quando ti capita, insegni e impari a mettere uno strato in più su quella corazza che serve a crescere». Paure? «Sarebbe disumano non averne: dalla salute perdibile in un niente ad altre cose grosse che neanche voglio immaginare. Non mi preoccupano le salite, il risolvibile, ma il freddo, la paralisi, il non riuscire ad affrontarle, le mie paure». Le dipendenze : «Negative. Che si tratti di gioco o di alcol o anche di troppe bibite gasate». Il successo: «Un mood psicologico: se lo vedi, puoi raggiungerlo».

Gli altri giudici, giudicati. Malika Ayane : «Carattere forte e nessun pelo sulla lingua: spesso ci siamo scaldati, e scambiati opinioni, battibecchi, tensioni». Mara Maionchi : «Un mito: in camerino le rubavo la doccia, ma con il suo consenso». Samuel : «Volevamo farci una birra insieme, ma siamo stati assediati. Ci rifaremo».

A che cosa si affeziona? «Ai pezzi che hanno segnato passaggi importanti, le mie “nascite”. Come Cupido , prima grossa collaborazione con un internazionale, Quavo. Figli di papà, primo disco d’oro. Poi ne sono seguite decine, di certificazioni e platini, ma sono le prime volte a non scordarsi mai». Come scrive le sue canzoni? «Di getto. Se mi blocco mi sento perso, allora le lascio lì perché la magia – di una vibrazione, di una combinazione – se s’incaglia non vale più». Il dito medio, suo simbolo ricorrente: «Forse perché certe attitudini di provenienza non le cambi, i temperamenti di una rabbia dalla pasta antica sono indomabili». Quando finalmente si ha tutto, la fame dove si trova? «Nell’eterna insoddisfazione di credere che, pure quando va bene, manchi sempre un punto percentuale, uno spicchio, un’inezia a quella che immaginavi essere la perfezione. Io sono un continuo “ieri sera potevamo spaccare di più”, “questa rima poteva girare meglio”. E, così, il cerchio non lo chiudo mai».https://www.vanityfair.it/music/storie-music/2019/12/14/sfera-ebbasta-x-factor-2019-foto-vita-personale-gossip-giudici-sky