Stati generali dell’economia, perché Conte ha insistito così tanto

Prendono il via oggi, sabato 13 giugno, e hanno uno scopo ben preciso: mettere a punto una serie di misure per portare l’Italia fuori dalla crisi economica causata dalla pandemia da Covid-19. Ma perché se ne discute così tanto?«Ma quale passerella, questi non sono gli Stati generali del presidente Conte, io sarò lì insieme ai miei ministri, non per smania di protagonismo, non per parlare ma per ascoltare». Il premier respinge con forza le accuse delle opposizioni contro la  sua idea di organizzare gli Stati generali dell’Economia.

L’obiettivo del premier, infatti a suo dire, è «ricostruire questo Paese»  perché  « non possiamo accontentarci di tornare come stavamo prima». Questa crisi, ha ribadito, «deve essere l’occasione per dare al Paese le grandi riforme che ci mancano da troppi anni». Visto che peraltro questa volta, «abbiamo le risorse finanziarie per farlo e  un contorno europeo che ce lo consente» .

Perché Conte ha insistito

L’idea promossa dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte di organizzare quella che nella sua testa sarebbe un’occasione di confronto e dialogo con diversi protagonisti per discutere su provvedimenti e misure da adottare per uscire dalla crisi causata dalla pandemia da coronavirus , comincia questa mattina (sabato 13 giugno e termina il 21) e naturalmente ha già alimentato una serie di polemiche. Prima fra tutte, ma non sorprende, quella del centrodestra che, compatto, ha deciso di non prendere parte all’iniziativa.

Ma cominciamo dall’inizio

Quindi, che cosa sono questi appuntamenti voluti dal premier dal nome pretenzioso visto che riprendono quello dall’organo collegiale di rappresentanza dei tre ceti sociali, clero, nobiltà e “terzo Stato” che portò alla Rivoluzione francese del 1789 ? (Nome peraltro nemmeno tanto benaugurante, visto che il titolare del brand, Luigi XVI, aprì con essi un percorso che lo portò ad essere ghigliottinato).

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Si tratta di una serie di incontri fra rappresentanti del governo , dell’opposizione parlamentare , rappresentanti delle parti sociali – sindacati, Confindustria, Confcommercio, Confagricoltura e Pmi – e alcuni intellettuali di rilievo .

Come abbiamo detto, l’obiettivo del confronto è quello di mettere a punto una serie di misure per portare l’Italia fuori dalla crisi economica causata dalla pandemia da Covid-19. Il premier vuole in sostanza definire insieme alle parti sociali come spendere i soldi che l’Europa metterà disposizione dell’Italia .

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Ma guarda chi c’è

Nel casino del Bel respiro, a villa Pamphili, a Roma, luogo scelto per l’iniziativa, saranno presenti moltissimi ospiti dal mondo della politica, dell’imprenditoria e delle parti sociali. Ci saranno anche esponenti della politica internazionale, che interverranno in video conferenza, come la presidente della commissione Ue Ursula von der Leyen , la direttrice del Fondo monetario internazionale Kristalina Gheorghieva , la numero uno della Bce Christine Lagarde, il presidente del Parlamento europeo David Sassoli, il commissario europeo all’Economia Paolo Gentiloni, il segretario generale dell’Ocse Angel Gurrìa.

Ci saranno tutti gli esponenti del governo , mentre le opposizioni saranno assenti. Il centrodestra compatto non ci sarà.  Tra gli intellettuali invitati agli Stati generali dell’economi ci sono invece Renzo Piano, Stefano Boeri, Massimiliano Fuksas . Presenti, infine, tutte le rappresentanze delle parti sociali (sindacati, Confindustria, Confcommercio, Confagricoltura e Pmi). Invitato anche il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco che farà il suo intervento in presenza e non in call.

C’è anche il piano Colao (almeno da qualcosa si parte)

Conte metterà sul tavolo degli Stati generali anche le conclusioni e le raccomandazioni della Commissione o task force Colao   e il Piano nazionale delle riforme preparato dal Ministero dell’Economia . Insieme, i due documenti costituiranno la cornice entro la quale avverrà la discussione con le parti sociali a partire da sabato. Colao interverrà presentando direttamente alcune parti del piano.

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Recovery Plan, l’Italia è affidabile?

È l’occasione irripetibile, per dimostrare che l’Italia è pronta per sfruttare i 192 miliardi che il Recovery Plan europeo riserva al nostro Paese e che ha un Piano di rilancio serio e affidabile.

Nessuna imposizione arriverà dai vertici U e, i quali ricorderanno soltanto che dovrà essere il governo a dover scrivere il Piano nazionale per accedere ai fondi e dovrà farlo bene, in modo convincente e dettagliato.

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