Storie che ispirano: fino al 26 luglio le donne con tumore al seno metastatico possono raccontarsi in un web contest

Raccontarsi e farsi ascoltare. Le donne con tumore metastatico al seno hanno un microfono speciale a disposizione, in cui parlare della propria storia e delle piccole o grandi sfide che hanno superato. È My Way – Storie che ispirano: un web contest nel quale le donne, o i loro famigliari, possono scrivere la propria storia […]Raccontarsi e farsi ascoltare. Le donne con tumore metastatico al seno hanno un microfono speciale a disposizione, in cui parlare della propria storia e delle piccole o grandi sfide che hanno superato. È My Way – Storie che ispirano : un web contest nel quale le donne, o i loro famigliari, possono scrivere la propria storia di resilienza compilando il form sul sito www.voltatiguardaascolta.it . C’è tempo fino al 26 luglio per partecipare al concorso gratuito nell’ambito della campagna Voltati. Guarda. Ascolta . Le donne con tumore al seno metastatico, organizzato da Pfizer , con il patrocinio di Fondazione AIOM, in collaborazione con Europa Donna Italia e Susan G. Komen Italia, ideato e curato da Pro Format Comunicazione.

Una giuria selezionerà dieci racconti, sei dei quali diventeranno una campagna digital sulla pagina Facebook di Voltati Guarda Ascolta. Mentre i primi quattro, ritenuti particolarmente emblematici, saranno protagonisti di un docu-reality in quattro episodi presentato dal volto tv Paola Marella che andrà in onda su La7D in autunno . Lo scopo? Dar voce alle donne che convivono con questa diagnosi rompendo il muro di silenzio e imbarazzo che spesso accompagna le pazienti e i loro famigliari. Il progetto vuole dar risalto a traguardi, progetti, sforzi e vittorie di chi riesce a superare le difficoltà quotidiane nonostante i limiti imposti dalla malattia . In pratica si vuole illuminare quelle sfide che si credeva impossibile superare, e invece sono state affrontate, nonostante tutto.

«La diagnosi di tumore al seno metastatico è un evento traumatizzante, vissuto come uno sconvolgimento nella vita di chi la riceve – afferma Maria Vittoria Dieci , ricercatrice Università di Padova e medico oncologo Istituto oncologico veneto di Padova – oggi, grazie alla ricerca, possiamo contare su un trattamento sempre più personalizzato in base alle caratteristiche della malattia ed è possibile convivere con il tumore metastatico a lungo mantenendo una buona qualità di vita . Fondamentale è la presa in carico multidisciplinare in centri di senologia (Breast Unit) che favoriscono l’accesso al trattamento più appropriato prevedendo l’integrazione di terapie farmacologiche antitumorali, terapie di supporto e trattamenti loco-regionali nell’ottica della personalizzazione delle cure».

Ma chi sono le donne che scendono a patti quotidianamente con un tumore al seno in stato avanzato? Si stima che in Italia siano più di 37.000 , e che circa il 5-10% delle nuove diagnosi ogni anno si presenti come metastatico. La malattia in questo stadio porta alla diffusione del tumore dal seno ad altri organi come ossa, fegato, polmone o cervello. Fortunatamente però, i passi avanti dalla medicina hanno portato a terapie mirate che consentono di rallentare o bloccare la progressione della malattia , consentendo una qualità e aspettativa di vita migliori. L’importante è parlarne per condividere e ispirare se stesse e le altre donne con modelli positivi e resilienti. «Questo loro viaggio riguarda ciascuno di noi, perché il loro esempio vale più di mille parole. Sono storie vere che ci indicano la strada: “se ce l’ha fatta lei, posso riuscirci anche io”» dichiara la testimonial Paola Marella.

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