Studenti, ingegneri e sposini: le vittime del volo abbattuto e le loro storie

Sono per lo più iraniani emigrati in Canada le vittime del volo ucraino abbattuto a Teheran. Proteste contro il governo nella capitale dell’IranIran, precipita un Boeing ucraino: 177 morti Iran, precipita un Boeing ucraino: 177 morti Iran, precipita un Boeing ucraino: 177 morti Iran, precipita un Boeing ucraino: 177 morti Iran, precipita un Boeing ucraino: 177 morti Iran, precipita un Boeing ucraino: 177 morti Iran, precipita un Boeing ucraino: 177 morti Iran, precipita un Boeing ucraino: 177 morti Iran, precipita un Boeing ucraino: 177 morti Iran, precipita un Boeing ucraino: 177 morti Iran, precipita un Boeing ucraino: 177 morti Iran, precipita un Boeing ucraino: 177 morti Iran, precipita un Boeing ucraino: 177 morti Iran, precipita un Boeing ucraino: 177 morti Iran, precipita un Boeing ucraino: 177 morti Iran, precipita un Boeing ucraino: 177 morti Iran, precipita un Boeing ucraino: 177 morti Iran, precipita un Boeing ucraino: 177 morti Iran, precipita un Boeing ucraino: 177 morti Iran, precipita un Boeing ucraino: 177 morti Iran, precipita un Boeing ucraino: 177 morti Iran, precipita un Boeing ucraino: 177 morti Iran, precipita un Boeing ucraino: 177 morti Iran, precipita un Boeing ucraino: 177 morti Iran, precipita un Boeing ucraino: 177 morti Iran, precipita un Boeing ucraino: 177 morti È stata definita una strage di cervelli quella dell’aereo abbattuto in Iran, ma è anche un dramma di famiglie quella del volo Ukraine International Airlines PS752 precipitato subito dopo il decollo dell’aeroporto di Teheran. Tra i 167 passeggeri morti nel Boeing 737 più di un terzo sono canadesi per la maggior parte di origine iraniana, ben 63 persone. Almeno una trentina vivevano, studiavano e lavoravano a Edmonton , nella provincia dell’Alberta.

C’erano intere famiglie sul volo che le autorità iraniane hanno ammesso essere stato abbattuto dalla contraerea di Teheran. Mojgan Daneshmand, 43 anni, docente di Ingegneria all’Università dell’Alberta, era con suo marito Pedram Mousavi, professore di Ingegneria meccanica, e le due figlie di 9 e 14 anni, Dorina e Daria. Anche la ginecoloca 56enne Shekoufeh Choupannejad, tornava in Canada con le figlie Sara Saadat, 23 anni, e Saba, 21.

La scelta dell’aereo ucraino per andare e tornare dall’Iran era obbligata per questi cervelli in fuga visto l’embargo dei voli dal Nord America verso la repubblica islamica. La tratta era: Teheran-Kiev-Toronto.

Ci sono coppie molti più giovani e appena sposate . Arash Pourzarabi, 26 anni, e Pouneh Gourji, 25, e gli ingegneri Siavash Ghafouri Azar, 35 anni, e Sara Mamani, 36. Tornavano dal viaggio di nozze. David Turpin, presidente dell’Università dell’Alberta, ha detto all’agenzia Reuters che «almeno dieci membri della comunità accademica hanno perso la vita nell’incidente tra studenti e ricercatori».

La più piccola delle vittime aveva appena un anno. A bordo del velivolo c’erano 82 cittadini iraniani, 63 canadesi (57 per il governo di Ottawa), 11 ucraini, 10 svedesi, 4 afghani, 3 britannici e 3 tedeschi.

L’ammissione del governo iraniano dell’abbattimento, dopo giorni in cui aveva negato, hanno scatenato proteste di piazza nel paese. Centinaia di persone si sono riunite a Teheran , alle università Shahid Beheshti e Allameh Tabataba’i, dove si sono tenute anche cerimonie di commemorazione delle vittime del disastro. Molti manifestanti, riferisce l’Isna, hanno chiesto le dimissioni dei responsabili dell’abbattimento dell’aereo civile. Manifestazioni anche in altre città iraniane.

A Teheran , a piazza Azadi, ci sarebbero stati violenti scontri con spari e lanci di lacrimogeni da parte degli agenti. Anche l’ambasciatore britannico è stato fermato per qualche ora e poi rilasciato per la sua presenza alle manifestazioni davanti al Politecnico. L’ambasciatore Macaire ha detto che si stava limitando a prendere parte a una veglia per le vittime del disastro aereo.

Anche il presidente americano Donald Trump è intervenuto su Twitter: «Migliaia di persone sono già state uccise o incarcerate da voi e il mondo sta guardando. Ancora più importante, gli Stati Uniti stanno guardando. Ripristinate le connessioni Internet e lasciate che i giornalisti navighino gratis! Smettete di uccidere il vostro grande popolo iraniano!».

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