«Survive»: la nuova vita di Sophie Turner (dopo «Game of Thrones»)

L’attrice, diventata famosa grazie al ruolo di Sansa Stark in «Game of Thrones», è la nuova protagonista di «Survive», una delle nuove serie di Quibi, la piattaforma che propone prodotti con episodi lunghi al massimo 10 minuti. Ed è una rivelazioneSurvive: la serie tv con Sophie Turner Survive: la serie tv con Sophie Turner Survive: la serie tv con Sophie Turner Survive: la serie tv con Sophie Turner Rimanere intrappolati in un personaggio è il rischio più grande che un attore possa correre. Alcuni, come Daniel Radcliffe , ce l’hanno messa tutta per reinventarsi ed essere qualcos’altro, ma con scarsi risultati: recitare nudo a teatro e partecipare a film d’autore come Kill Your Darlings  non è bastato, infatti, per scrollarsi di dosso le fattezze di Harry Potter, come se quella cicatrice a forma di saetta non fosse mai sparita dalla sua fronte. Cosa che, però, sembra riuscire meglio a Sophie Turner, che è diventata famosa per il ruolo di Sansa Stark nella otto stagioni di Game of Thrones, ma che ce la sta mettendo davvero tutta per dimostrare al pubblico che oltre a Sansa c’è di più. Ci ha provato calandosi nei panni della Fenice Nera in X Men – Dark Phoenix, blockbuster della Marvel che ha incassato più di 250 milioni di dollari in tutto in mondo , e, ancora di più, nel ruolo di Jane in Survive , una serie rivoluzionaria realizzata e distribuita da Quibi , una nuova piattaforma fruibile solo da smartphone che promuove prodotti seriali dalla durata brevissima, al massimo dieci minuti per episodio.

L’app, che è scaricabile anche in Italia pur non disponendo dell’audio e dei sottotitoli nella nostra lingua, offre il suo catalogo gratuitamente per i primi tre mesi dall’abbonamento, tempo necessario per guardarsi tutti i contenuti vista la durata limitata delle serie. Survive , tratto dall’omonimo romanzo di Alex Morel, è la storia di una ragazza, Turner appunto, che lotta con i suoi istinti suicidi. Ricoverata in una struttura psichiatrica nel disperato tentativo di liberarsi da quell’ossessione legata alla sua famiglia, decide di mettere su un piano per porre fine alla sue sofferenze: rubare le scorte di medicinali della farmacia e ingurgitarle a bordo dell’aereo che la riporterà finalmente a casa, a New York, per Natale. Un proposito che Jane cerca di onorare se non fosse per un piccolo dettaglio: il velivolo perde quota e precipita in mezzo alle montagne innevate lasciandola come unica superstite insieme a Paul (Corey Hawkins), il suo vicino di posto scampato miracolosamente all’impatto.

È qui che la voglia di lasciarsi morire lascia il posto a un innato istinto di sopravvivenza, come se Jane accettasse la fine solo alle sue condizioni e senza nessuna interferenza dall’esterno. Assistere alla mutevolezza della psiche, vederla adattata al nuovo status delle cose, è probabilmente il risvolto più interessante di Survive, che sembra camminare su un filo sottilissimo che la lega un po’ a Cast Away e un po’ a Sharp Objects . Condensare l’azione in pochi episodi da meno di dieci minuti l’uno non è facile , ma il regista Mark Pellington e gli sceneggiatori Richard Abate e Jeremy Ungar riescono incredibilmente nell’intento confezionando un prodotto scorrevole, adrenalinico, con una fotografia e una ricerca estetica da far invidia a HBO. Sophie Turner, dal canto suo, è perfetta nel rendere le sfumature del personaggio attraverso uno sguardo, un tremore delle mani, i tanti piccoli gesti che comunicano disagio e preoccupazione. Ai tempi di Game of Thrones pativa le critiche perché alcuni fan la accusavano di essere una pessima attrice , ma adesso non c’è da scherzare: Sophie è bravissima e il pensiero che possa liberarsi per sempre di Sansa diventa ogni giorno più plausibile.

LEGGI ANCHE Sophie Turner, non solo Game of Thrones: «I social? Possono far male alla salute»

LEGGI ANCHE Sophie Turner: «È stata dura vivere la mia adolescenza sul set»https://www.vanityfair.it/show/tv/2020/04/13/survive-sophie-turner-serie-tv-quibi-game-of-thrones