Tania Cagnotto e Francesca Dallapè: «Tokyo è l’Olimpiade dell’amicizia»

Tania Cagnotto e Francesca Dallapè tornano in gara a Bolzano. Per rincorrere il sogno di una nuova Olimpiade nel sincro. Per se stesse, per Maya e Ludovica che già si tuffano dal divano, per tutte le mamme.Si erano lasciate così, con un lungo abbraccio in lacrime d’argento, sul bordo della piscina di Rio de Janeiro . Avevano detto basta, pensando fosse tempo di smettere di lanciarsi in aria tra avvitamenti e salti mortali, di buttarsi in acqua tra carpiati e raggruppati. Erano tornate sulla terra, dove sono diventate mamme. Poi il richiamo dell’acqua clorata e dei tuffi dal trampolino si è fatto irresistibile. Così Tania Cagnotto e Francesca Dallapè hanno deciso di riprovarci. Di nuovo in corsa, per un’altra Olimpiade assieme. Alla caccia di una qualificazione che non sarà semplice ma che sarebbe già un premio straordinario a una carriera inimitabile. Il primo appuntamento, per loro, è fissato per il weekend che va dal 7 al 9 febbraio. A Bolzano, a casa di Tania, con la Coppa Tokyo .

Un bel nome.

Tania Cagnotto: «Sì, davvero un bel nome».

Francesca Dallapè: «Abbiamo fatto una prima garetta individuale a dicembre individuale ed è stato molto emozionante. Ora torniamo in gara insieme».

Come vi sentite?

TC: «Stiamo entrando pian piano in forma, non siamo ancora al massimo ma devo dire che a questo punto dell’anno non lo eravamo nemmeno negli anni passati. Sono abbastanza soddisfatta della nostra condizione.

FD: «Ci stiamo allenando abbastanza bene. C’è ancora qualche piccola cosa da limare ma siamo in crescita e miglioriamo settimana dopo settimana».

Che significato ha per voi questa Olimpiade?

TC: «Per me è diversa dalle altre cinque che ho fatto. È un’Olimpiade che riesco a prendere nel modo più sereno possibile, ed è anche la prima volta che non so ancora se ci andrò, di solito a questo punto ero già sicura della qualificazione. Se ce la faremo, avremo fatto un’impresa, altrimenti sarò contenta lo stesso. Ormai le priorità sono diverse, la mia medaglia olimpica ce l’ho già. Non ho nessuna pressione, è un regalo che mi sono fatta dopo 15 anni di pressione e responsabilità, questa me la voglio godere».

FD: «Sicuramente la parentesi da atlete che facevano solo quello nella vita si è chiusa a Rio 2016. Questa è un’altra parentesi che si è aperta, diversa, un po’ più impegnativa nell’organizzazione del tempo e degli allenamenti, ma più leggera nelle aspettative».

Perché avete deciso di rimettervi in gioco?

TC: «A me personalmente non era nemmeno minimamente passato per la testa. Avevo deciso di smettere, avevo pure fatto una gara d’addio. Ho avuto Maya e la mia carriera da atleta era finita. Poi mi ha chiamata Francesca».

FD: «Sì, è iniziata un po’ per un mio sfizio, avevo voglia di riprovare dopo la maternità, tornare in piscina, e magari di condividere un sogno con una mia amica, una compagna di squadra con cui ho vissuto tante emozioni positive e negative, una mamma come me, con le mie stesse esperienze quotidiane. Con una atleta non mamma sarebbe stato più difficile».

Insomma, colpa di Francesca.

TC: «Lei mi ha messo questa idea in testa, ha fatto un gran lavoro di convincimento. Poi sono subentrati tanti altri fattori, lei ha avuto un momento un po’ difficile e non me la sono sentita di dire di no, perché ne aveva bisogno».

FD: «È stato difficile all’inizio. Rimettersi in forma, trovare l’organizzazione. Abbiamo dimezzato le ore di allenamento, all’inizio, poi col tempo le abbiamo incrementate».

Possiamo chiamarla l’Olimpiade dell’amicizia?

TC: «Sì, io la nominerei proprio così. Il motivo per cui ho accettato è esattamente la nostra amicizia, era una cosa importante per lei e l’ho fatto per questo. Poi anche io ora me la godo, mi diverto».

FD: «Sicuramente è bello farlo e condividerlo con un’amica. Io e Tania abbiamo vissuto tante esperienze insieme, e questa è una cosa positiva e un bel messaggio che vogliamo dare a tutte le donne che diventano mamme».

Dopo Londra, avete rincorso una medaglia olimpica con tutta te stessa. A Rio l’avete raggiunta. Tania ne ha vinto anche una individuale. Sembrava la chiusura perfetta?

«Sì, avevo anche detto di non avere più un briciolo da dare a uno sport che mi ha dato tantissimo ma mi ha anche tolto tanta energia. Adesso però la sto vivendo in un modo diverso, che non ha niente a che fare con la carriera che avevo prima, non mi sono mai goduta così una stagione. Le priorità sono altre e questo può anche aiutare».

FD: «Rio è stata la ciliegina sulla torta di una carriera bellissima, ora si apre tutta un’altra storia, completamente diversa. Un percorso quasi più profondo rispetto al precedente. Fatto di valori».

La concorrenza nel frattempo si è fatta più agguerrita anche in Italia. Bertocchi e Pellacani sono campionesse europee in carica.

TC: «Non sarà facile battere Elena e Chiara, sono una coppia che sta crescendo molto bene, hanno dimostrato di riuscire a giocarsela anche a livelli alti. Però questa concorrenza fa bene sia a loro che a noi. Noi eravamo abituate a non avere concorrenza, ora la abbiamo. E anche per loro un po’ di pepe non guasta».

FD: «Confrontarsi è una cosa che dà stimolo a tutti, ci costringe a cercare di arrivare stra preparate e per loro è un incentivo a crescere ancora e sognare comunque in grande».

Da mamme è più difficile allenarsi?

TC: «Sì. All’inizio anche fisicamente, rientrare nel ritmo che avevo perso è stata dura. Ho iniziato che Maya aveva 9 mesi, la notte non si dormiva e la mattina dovevo andare ad allenarmi. Anche oggi non hai tanto riposo, torno a casa e non c’è il relax, è più difficile recuperare».

FD: «Anche qui è tutto un adattarsi, trovare il mio equilibrio, l’equilibrio della mia bambina, organizzarmi tra asilo, nonni, spostamenti».

Qual è la stata la difficoltà maggiore che avete trovato al rientro?

TC: «Fisicamente sicuramente è stato difficile perché non ho più la reattività che avevo una volta. Mentalmente, invece, non sono più così carica e agguerrita come prima, oggi vado in piscina con un altro spirito».

FD: «Per me non è stato tanto il ritornare in forma, quanto ritrovare quella sensibilità, quei meccanismi che si hanno in trampolino, le finezze che fanno la differenza».

Tania, lei spesso porta Maya in piscina. Anche lei seguirà le orme di mamma, nonno Giorgio e nonna Carmen?

TC: «Ci sono buone probabilità che accada perché l’acqua le piace tantissimo. A casa, poi, è un continuo tuffarsi dal divano, saltare sul letto. Lo vedo che qualche gene ce l’ha, è molto abile per avere nemmeno due anni, potrebbe essere il suo futuro».

E Ludovica?

FD: «Ha iniziato da subito a buttarsi dal divano. A 4 mesi già l’avevo iscritta al corso di acquaticità, è inarrestabile. Ce l’ha nel Dna».https://www.vanityfair.it/sport/altri-sport/2020/01/14/tania-cagnotto-francesca-dallape-tokyo-2020