«The Duke», il regista di «Notting Hill» racconta il furto più surreale del Regno Unito

Una delle commedie più brillanti di Venezia77, «The Duke», trasforma Helen Mirren in casalinga disperata e Jim Broadbent in un ladro surreale. Il tutto diretto da Roger Michell, il regista di «Notting Hill»Come può uno che ruba persino i rotoli di carta igienica ad assestare il colpo del secolo in uno dei musei più blindati di Londra? Sembra la trama rocambolesca di una commedia brillante. E in effetti lo è: si chiama The Duke ed è stata presentata in anteprima alla 77° Mostra internazionale del Cinema di Venezia (nei cinema italiani arriverà nel 2021). Ma non finisce qui: la vicenda è accaduta davvero, guadagnandosi le prime pagine dei tabloid britannici e diventando un caso nazionale. Al regista di Notting Hill Roger Michell la vicenda è subito sembrata il canovaccio perfetto per un film a dir poco fuori dal comune e così, con il sostegno della produttrice Nicky Bentham, ha ingaggiato nel ruolo del protagonista Kempton Bunton un caratterista del calibro di Jim Broadbent, amatissimo (e vessato) padre di Bridget Jones nonché pavido professore di Hogwarts nella saga di Harry Potter . Nei panni della moglie totalmente soggiogata da quest’uomo con velleità artistiche, grande pigrizia e immensa inventiva troviamo dame Helen Mirren, in una deliziosa versione da casalinga disperata.

Nella storia della National Gallery l’unico furto (un ritratto di Francisco Goya) è avvenuto nel ’61 ad opera di un tassista anziano: questa storia ha dell’incredibile.

Michell : «L’hanno pensato in molti, al punto che l’episodio compare pure nel film 007 – Licenza di uccidere . E pensare che il protagonista è furfantello, uno che ruba i fiori sulla tomba degli altri per metterli su quella della figlia, non certo un eroe. E il mio intento non era dipingerlo come un santo ma come un mascalzone divertente, che tratta la moglie come schiava, pontifica sempre su tutto dal duca di Wellington alla grammatica dell’esperanto. Ha sempre voluto dire la sua su tutto ma non ha mai lavorato, è pomposo, certo, ma con grande coscienza sociale, che gli conferisce una sorta di nobiltà. Viene dalla working class del nord di Londra, una zona poverissima, ma si è istruito come autodidatta e legge Cechov. Questo gli fa ottenere un posto di tutto rispetto nella tradizione britannica di celebrare i propri cittadini eccentrici».

Come è scattato l’interesse per la storia?

Bentham : «Il nipote di Kempton mi ha mandato una e-mail di un paragrafo con la storia della sua famiglia e mi sembrava talmente incredibile da non sembrare vera. Ho incontrato la famiglia dopo tante ricerche e mi sono sentita privilegiata che si siano fidati di me nel raccontarla. Dal loro archivio privato ho letto molti scritti di quest’uomo fuori dal comune, soprattutto le opere teatrali. Non erano capolavori ma mi hanno aiutato a capire chi fosse, cosa lo interessasse e come si esprimesse».

Come avete sviluppato la figura della moglie?

Bentham : «Su di lei sapevamo poco, avevamo solo una foto e qualche ricordo dei familiari quindi è toccato agli sceneggiatori cercare di ricostruire chi fosse e a Helen Mirren riempire i vuoti sui dettagli di voce, look o andatura per dar vite a questa specie di donna delle pulizie nella sua casa».

Michell: «Helen Mirren è spesso associata all’aristocrazia, indossa almeno una tiara d’imperatrice o regina. quindi questo ruolo per lei era una reale sfida in cui si è buttata a capofitto. Voleva che nella scena avesse sempre qualcosa da fare e, se proprio stava seduta, comunque doveva fare la maglia. È stato divertente guardarla e lei non si è mai preoccupata di come apparisse con quel trucco».

Con questo film si sente più vicino a Ken Loach di Notting Hill , vero?

Michell : «Forse qualcuno ha ritrovato in questo film la sensibilità di Ken Loach ma io rivendico un tono diverso. Notting Hill , invece, è brillante sotto aspetti diversi, sapevo che doveva essere un grande successo almeno quanto il precedente, Quattro matrimoni e un funerale, ma mai avrei pensato di parlarne dopo 20 anni».

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