#TheConnectors: Matteo Ward, Isabella Toninelli, Iris Krami, Alessandro Moretti. L’educazione è fondamentale per una società sostenibile

Quanto pesa quello che mangiamo e quello che indossiamo sull’ambiente e sulle persone? Ne abbiamo parlato con Matteo Ward, attivista e fondatore di Wrad Living, che ha coinvolto amici e colleghi in una una speciale tavola rotondaSe c’è un lato positivo di questo stop forzato che la pandemia ci ha imposto, è che questo momento è servito anche a riflettere sulle dinamiche con cui abbiamo sempre vissuto la nostra vita. E a riconsiderare il prezzo della cosiddetta normalità. Quanto pesa quello che mangiamo, quello che indossiamo, il nostro modo di vivere insomma, sull’ambiente e sulle persone? Ne abbiamo parlato con Matteo Ward , attivista e fondatore di Wrad Living , che, per questa nuova puntata di #TheConnectors , ha coinvolto gli amici e colleghi Isabella Tonelli di Vivienne Westwood , Iris Skrami , founder di Renoon , e Alessandro Moretti del World Food Program delle Nazioni Unite . Con loro abbiamo discusso di quanto l’educazione sia fondamentale per permettere alle persone di vivere in un modo sostenibile a livello ambientale e umano, e quanto questo sia un bisogno che nasce dall’esperienza personale, soprattutto in un momento come questo, che rimette in discussione tutte le nostre certezze.

«Ho fondato Renoon , una sorta di Skyscanner che permette di cercare online abiti e accessori sostenibili scandagliando tutto quello che è presente in rete, perché qualche anno fa, cercando un little black dress sostenibile mi sono trovata davanti a mille difficoltà. E mi sono resa conto che per le persone è molto difficile scegliere di vivere con coscienza, perché non hanno gli strumenti per farlo » racconta Iris Skrami .

Vivere in modo etico certamente richiede più impegno, primo perché i prodotti sostenibili sono meno presenti sul mercato, e poi perché molto spesso non ci si rende conto dell’impatto che quello che “consumiamo” ha sul pianeta, inteso come ambiente ma anche come persone che lo abitano. «La moda quindi ha il compito di educare , e chi sceglie di indossare un determinato brand che segue certe linee guida si fa portavoce di un manifesto politico e sociale» dice Isabella Tonelli , che con Vivienne Westwood sta portando appunto avanti un lavoro di questo tipo. «La nostra posizione è chiara sia nella comunicazione sia nei progetti che portiamo avanti, all’estero come in Italia. In particolare siamo orgogliosi della collaborazione con una realtà del veronese, il progetto QUID, in cui impieghiamo non solo tessuti e materiali di upcycling ma soprattutto diamo lavoro a persone, specialmente donne, vittime di situazioni difficili, dando loro la possibilità di rifarsi una vita».

La dimensione umana è più che mai centrale nella dinamica della sostenibilità , qualsiasi sia l’ambito in cui si va ad applicarla. Anche perché, come sottolinea Matteo Ward , è tutto circolare: «Dobbiamo imparare a chiederci quanto costa anche in termini di risorse la produzione di questo o quel capo . Renderci conto che l’acqua che serve per produrre un determinato lavaggio denim è la stessa acqua che potrebbe essere impiegata per la coltivazione di alimenti che potrebbero sfamare persone che non hanno da mangiare».

«Questo periodo di crisi ci ha messo davanti alle nostre responsabilità: è un momento in cui certe domande non si possono più ignorare » continua Alessandro Moretti . «Dobbiamo trovare delle soluzioni concrete ai problemi reali, e soprattutto bisogna smettere di pensare a quella di prima come alla “normalità”. Quel tipo di approccio non è sostenibile per il futuro».

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