Tommaso, operato di spina bifida nella pancia della mamma

L’intervento è stato effettuato al Gemelli alla 26a settimana di gravidanza. Ora il bimbo è nato e sta beneLa mamma lo ha saputo grazie alle tecniche di diagnosi prenatale: il suo piccolo Tommaso era affetto da una grave forma di spina bifida , un difetto di sviluppo fetale caratterizzata dalla mancata chiusura del tubo neurale a livello lombosacrale. Una condizione che interessa circa uno su tremila nati in Italia e può provocare problemi motori agli arti inferiori e mancato controllo degli sfinteri vescicale e rettale. Di solito, in casi come questo, si interviene dopo la nascita, ma dal momento che questi difetti peggiorano nel corso della gravidanza, i medici hanno deciso di operare il feto quando era ancora nella pancia della mamma.

A 26 settimane di gravidanza, lo scorso 4 giugno, il piccolo è stato operato al policlinico Gemelli di Roma, con una tecnica di open surgery. L’addome della mamma è stato inciso con un taglio cesareo modificato, l’utero è stato “esteriorizzato” e, dopo l’apertura del sacco amniotico, gli ostetrici sono arrivati al bambino. In quel momento è iniziata la fase neurochirurgica dell’intervento, che è durata 35-40 minuti ed è stata affidata a Gianpiero Tamburrini, responsabile dell’Unità Operativa Complessa di Neurochirurgia Infantile della Fondazione, e a Luca Massimi, che hanno spiegato: «In visione microscopica abbiamo ricostruito il midollo che era letteralmente aperto e malformato. Lo abbiamo quindi riallocato nel canale spinale». Sono stati quindi ricuciti il sacco amniotico, la parete uterina e la parete addominale della mamma. Si tratta della prima volta che al Gemelli viene effettuato un intervento simile.

«Le tecniche chirurgiche sono fondamentali per la riparazione della lesione, ma molto importante è l’approccio multidisciplinare, vero punto di forza del nostro centro, che segue oltre 1.500 pazienti con spina bifida ed è un punto di riferimento a livello nazionale», ha spiegato Claudia Rendeli, dell’Istituto di Clinica Pediatrica dell’Università Cattolica e responsabile della UOSD di Spina bifida e uropatie malformative. «L′85% dei nostri assistiti ha un quoziente di intelligenza normale, va a scuola, fa sport; diverse nostre pazienti si sono sposate e hanno avuto bambini sani».

La gravidanza si è conclusa con successo e Tommaso è nato qualche giorno fa e sta bene : proseguirà le cure nel Centro spina bifida del Gemelli.

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