Trapianto di midollo riuscito per il bambino positivo al coronavirus

È riuscito il trapianto di midollo per il bimbo positivo al coronavirus con tutta la sua famiglia. L’operazione al Bambino Gesù di RomaHa sei anni e ha già affrontato lotte durissime il bimbo a cui è stato trapiantato il midollo all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù. Il piccolo, affetto da leucemia linfoblastica acuta, nel mese di marzo, era risultato positivo al nuovo coronavirus con tutta la famiglia. Prima c’è stata la cura per il Covid e poi il trapianto, riuscito, il 29 maggio.

«Questo caso è la dimostrazione», ha detto il professor Franco Locatelli , direttore del Dipartimento di Oncoematologia e Terapia Cellulare e Genica del Bambino Gesù, «di come la collaborazione tra centri di eccellenza presenti nella regione Lazio, improntata allo scrupolo rispetto delle corrette procedure cliniche e scientifiche, consenta di ottenere le risposte più efficaci per i pazienti anche in tempi di pandemia. Voglio ringraziare personalmente i colleghi dell’Ospedale Spallanzani, in particolare il prof. Giuseppe Ippolito, e i colleghi dell’Ospedale San Camillo, con cui abbiamo il piacere di condividere questo risultato positivo».

Per favorire l’eliminazione del virus, spiega il comunicato dell’ospedale, il bambino era stato ricoverato al Centro Covid di Palidoro e sottoposto al trattamento con plasma ottenuto da un soggetto guarito dall’infezione virale . Una volta negativizzato, è stato possibile eseguire l’atteso trapianto con le cellule staminali emopoietiche prelevate dal papà, anche lui nel frattempo guarito dal virus. Il bambino sta bene, non ha avuto complicanze e verrà sottoposto ai normali controlli post-trapianto.

La famiglia del piccolo era arrivata Roma nell’ottobre 2019 da Londra per curare al Bambino Gesù una recidiva della malattia da cui il piccolo è affetto. Dopo le procedure di chemio e immunoterapia per abbassare la «carica» della malattia sino alla soglia che consente al trapianto di avere le migliori probabilità di successo, a marzo 2020, in piena pandemia, i genitori del bambino sono stati sottoposti alle indagini necessarie per stabilire quale sarà il candidato alla donazione di midollo. Qui è risultata la positività a Covid-19 : papà e figlio sono asintomatici, la mamma con lievi sintomi. Per l’intervento padre e figlio devono essere negativi. Per il piccolo è stata scelta la via dell’infusione di plasma iperimmune.

Il 29 maggio sono state infuse le cellule staminali del papà , appositamente manipolate per eliminare i linfociti T alfa/beta+, cellule pericolose per l’organismo del ricevente. In questo tipo di trapianti l’ospedale romano è quello che ha la più ampia casistica al mondo. Con le metodiche di manipolazione cellulare attualmente disponibili, la percentuale di guarigione con il trapianto di midollo da uno dei 2 genitori è sovrapponibile a quella ottenuta utilizzando un donatore perfettamente idoneo.

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