Van Gogh Worldwide: per vedere e sapere tutto sul pittore

Tutte le circa 2mila opere realizzate dall’artista olandese, i luoghi dove vederle viaggiando in Olanda e nel mondo, la sua storia fatta di 37 indirizzi, distribuiti in 20 città e in 4 statiI LUOGHI DI VINCENT VAN GOGH I LUOGHI DI VINCENT VAN GOGH I LUOGHI DI VINCENT VAN GOGH I LUOGHI DI VINCENT VAN GOGH I LUOGHI DI VINCENT VAN GOGH I LUOGHI DI VINCENT VAN GOGH I LUOGHI DI VINCENT VAN GOGH Tutto quello che avreste sempre voluto vedere (ma non avete mai avuto il tempo di cercare) su Vincent van Gogh ora lo potete trovare su Van Gogh Worldwide , il nuovo sito web per art addicted nato dalla collaborazione tra il Van Gogh Museum, l’RKD – Netherlands Institute for Art History e il Kröller-Müller Museum (tenete a mente quest’ultimo nome, ne riparleremo).

C’è tutto, ma proprio tutto. Ovvero: le circa 2mila opere realizzate dall’artista olandese (Zundert, 1853 – Auvers-sur-Oise, 1890) nella sua tormentata esistenza, i dati relativi alle opere (formato, collocazione, collezione, caratteristiche tecniche) e poi le tante lettere scritte da Vincent van Gogh – come le missive al fratello Theo, che tanto lo aiutò a sostenersi – che rappresentano uno scrigno di informazioni, con perle incredibili.

Poliglotta e lettore insaziabile

Alcune le ha scovate Mariella Guzzoni e le racconta nel libro, appena edito da Johan & Levi editore, I libri di Vincent . Lo sapevate che van Gogh fu un lettore insaziabile, capace di divorare romanzi, riviste e testi in quattro lingue (olandese, tedesco, francese, inglese)?

Adorava su tutti Vicort Hugo e Charles Dickens , e non stupisce considerata la sua predilezione per soggetti “veri”, il meno idealizzati possibile, la sua voglia di mettere su tela ciò che nei romanzi di fine Ottocento si cominciava a mettere per iscritto . Vedi alla voce: ingiustizie sociali, povertà, miseria, ma anche il fascino della natura, al di là di ogni artificio .

Globetrotter senza pace

Ma torniamo al portale. Se scorrete in basso, una mappa vi permette di viaggiare in Olanda, nei luoghi che custodiscono le opere più significative di van Gogh . Siamo solo all’inizio: nel corso del 2021 «il mondo on line di van Gogh» amplierà i suoi confini e saranno coinvolte anche collezioni e musei del resto del mondo che custodiscono le sue opere.

Nel frattempo, Giunti editore ci fa viaggiare attraverso il volume di carta Sulle tracce di van Gogh , scritto da Gloria Fossi e impreziosito dalle fotografie struggenti di Danilo De Marco e Mario Dondero dei luoghi che hanno segnato l’esistenza dell’artista. Si comincia da Zundert , il villaggio nel Brabante settentrionale, ai confini con il Belgio, meno di 50 km da Anversa, luogo di malinconiche brughiere. Poi c’è Etten , il paese in cui Vincent e il fratello Theo vanno per visitare i genitori, si passa per Londra , dove van Gogh visse per tre anni, e poi il Belgio, nella poverissima zona del Borinage , terra di minatori dove Vincent van Gogh approfondisce gli studi biblici. E poi di nuovo la campagna olandese, sempre nel nord Brabante, a Neunen , dove spicca la cappella in cui officiava il padre del pittore. I campi, i boschi, le semplici canoniche sono così diverse dalle case di Anversa, dove Vincent scappa per un paio d’anni perché la convivenza con i suoi era divenuta insostenibile. Dalla fine febbraio dell’86, la fuga in Francia : la geografia cambia di nuovo.

Compaiono sì mulini all’orizzone, ma sono quelli di Montmartre , all’epoca zona agricola fuori Parigi, e i canali sono sostituiti dall’incedere della Senna. Ma anche qui le cose non funzionano: van Vogh è scottato dalla vivacità di Parigi e cerca altro, vuole la luce calda e piena del sud e approda in Provenza , ammaliato dal giallo delle rocce imponenti e dai cieli lumonosi di Arles . Sono i mesi dei capolavori assoluti, sono i mesi dei Girasoli .

Ma le cose non vanno affatto bene nella testa di Vincent: dopo una crisi di nervi forse causata dall’ennesimo diverbio con Gauguin – anche lui in Provenza – si taglia un orecchio il 23 dicembre del 1888 . Tutto precipita: c’è il ricovero all’ospedale di Arles, la nevrosi ormai non più accettata dai cittadini del paese, l’internamento imposto a Saint-Rémy , un ospedale psichiatrico ospitato in un monastero medievale (ora è in disuso, ma è visitabile: il paesaggio attorno è quello, ipnotico, conservato al MoMa in Notte stellata , che qui potete vedere ad altissima definizione ).

Il viaggio sui luoghi di van Gogh termina – dopo aver cambiato 37 indirizzi, distribuiti in 20 città e in 4 stati – ad Auvers-sur-Oise, in Val d’Oise, all’ultimo piano dell’Auberge Ravoux (anche questo visitabile ). Qui il pittore morì il 29 luglio del 1890, due giorni dopo essersi sparato.

La mostra a Padova (per ora solo su Facebook)

Questo è il mondo che ha ispirato l’arte immortale di van Gogh, in mostra ne I colori della vita , la grande esposizione che aveva appena aperto a Padova, al Centro San Gaetano con i prestiti fondamentali proprio del Kröller-Müller Museum. Nel rispetto delle regole dell’ultimo Dpcm, la mostra-evento – prodotta da Linea d’ombra, di Marco Goldin – pur avendo già fatto il sold out delle prenotazioni ha dovuto chiudere (ma promuove delle dirette con commento dei capolovori su Facebook ).

Nella gallery che vi proponiamo, trovate un assaggio delle opere esposte a Padova, in particolare i paesaggi, in attesa di poterle vedere di nuovo di persona . E se non vi basta, cliccate su Van Gogh Worldwide nella sezione “expolore artworks” per viaggiare nell’assoluta grandezza della sua arte.https://www.vanityfair.it/viaggi-traveller/notizie-viaggio/2020/11/13/van-gogh-worldwide-il-sito-per-vedere-e-sapere-tutto-sul-pittore