Venezia, danni per milioni di euro. E non è finita

L’acqua è arrivata al livello record di 187 centimetri, ma l’emergenza non è ancora finita. Intanto si infiammano le polemiche sul MoseAcqua alta a Venezia Acqua alta a Venezia Acqua alta a Venezia Acqua alta a Venezia Acqua alta a Venezia Acqua alta a Venezia Acqua alta a Venezia Acqua alta a Venezia Acqua alta a Venezia Acqua alta a Venezia Acqua alta a Venezia Acqua alta a Venezia Acqua alta a Venezia Acqua alta a Venezia Acqua alta a Venezia Acqua alta a Venezia Acqua alta a Venezia Acqua alta a Venezia Acqua alta a Venezia Acqua alta a Venezia Acqua alta a Venezia Acqua alta a Venezia Acqua alta a Venezia Acqua alta a Venezia Acqua alta a Venezia Acqua alta a Venezia Anche l’opera di Bansky , quella che l’artista aveva realizzato a maggio nei pressi di Campo Santa Margherita e che raffigura un bimbo con il giubbotto di salvataggio e un razzo fluorescente in mano, nel vento forte di uno sbarco, è finito per buona parte sotto l’acqua di Venezia. L’opera stencil da muro a spray, rivendicata su Instagram dall’artista, è comunque sopravvissuta alla marea che, da martedì, sta devastando la città , dove l’acqua è arrivata al livello record di 187 centimetri (secondo solo ai 194 centimetri raggiunti durante l’alluvione del 1966).

Le nuove mareggiate

L’emergenza, però, non è ancora finita: oggi, secondo il Centro Maree di Venezia, è prevista una nuova marea che dovrebbe raggiungere i 130 centimetri. E, domani, il livello dovrebbe toccare i 140.

Centinaia di milioni di euro di danni

I danni ammontano a «centinaia di milioni di euro», come ha dichiarato il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, che su Twitter ha scritto che «Venezia è in ginocchio. La Basilica di San Marco ha subito gravi danni come l’intera città e le isole». La mareggiata ha provocato anche una vittima sull’isola di Pellestrina: un uomo di 78 anni, Giannino Scarpa, è deceduto a causa di un cortocircuito provocato dall’acqua, mentre stava cercando di staccare la corrente nella sua abitazione. Un altro uomo è stato trovato morto in casa, ma non si escludono cause naturali.

I vigili del fuoco sono intervenuti in 170 casi, chiamati soprattutto per soccorrere anziani e disabili che non riuscivano a muoversi. I pompieri hanno lavorato a lungo per spegnere gli incendi causati da cortocircuiti , incluso quello al Museo di Arte Moderna e Orientale di Ca’ Pesaro, che non ha provocato danni alle opere. Si è riempita di acqua anche la cripta della Basilica di San Marco , dove riposano i patriarchi, e il livello dell’acqua all’interno della chiesa ha superato il metro. Il teatro La Fenice ha sospeso le sue attività: anche se l’interno dello stabile non è stato allagato, l’acqua ha invaso le aree di servizio dello stabile rendendo inutilizzabile il sistema elettrico e quello antincendio. Nel centro storico, diverse vetrine dei negozi si sono rotte per la pressione dell’acqua, e molti locali sono stati danneggiati. Almeno sessanta imbarcazioni, tra cui anche molti vaporetti, sono state messe fuori uso.

Il Mose «avrebbe evitato questa marea eccezionale»

Intanto continuano le polemiche sul Mose (Modulo Sperimentale Elettromeccanico ), l’opera ingegneristica pensata per salvare Venezia dall’acqua alta, che non è ancora stata ultimata, e quindi non ha potuto funzionare per bloccare la mareggiata. «Se il Mose ci fosse stato avrebbe evitato questa marea eccezionale, ecco perché va finito», ha detto in conferenza stampa il sindaco Brugnaro. C’è la parte, colossale, in cemento e in acciaio, ma manca il motorino di avviamento , quello che deve fare muovere le paratoie per isolare la laguna dall’acqua alta. Finora sono stati sborsati 5,3 miliardi, su una spesa totale di 5,5. È un sistema di barriere mobili a scomparsa sistemate sul fondo delle tre bocche di porto. Sono cassoni d’acciaio fissati sul fondo: quando la marea supera il metro, l’aria viene pompata nei cassoni, che si alzano per formare la barriera (progettata per resistere all’acqua alta fino a tre metri). Nel momento in cui la marea scende, i cassoni, riempiti di acqua, tornano sul fondo. Ieri il premier Conte, arrivato a Venezia nel pomeriggio, ha dichiarato che «per il Mose siamo nella dirittura finale, siamo al 92-93 per cento dell’opera e, guardando all’interesse pubblico, non c’è che da prendere una direzione nel completamento di questo percorso».

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