Vergognarsi della vitiligine è out

La sensazione di inadeguatezza di chi si trova un giorno ad osservare allo specchio un’immagine non più omogenea è spesso insostenibile. Ci si vede brutte e anche la minima interazione con il mondo esterno può sembrare una montagna altissima da scalare ma combattere la vergogna a colpi di #skinpositivity oggi è possibileAccettare è uno dei termini più usati quando si parla di, presunti, difetti fisici ma per quanto sembri apparentemente corretto non lo è perché sottintende l’idea di giungere a un compromesso non troppo doloroso tra ciò che si è e ciò che si vorrebbe essere.  Questo però non è abbastanza visto che dovremmo, anzi dobbiamo, amare ogni imperfezione e ancora di più noi stesse anche grazie alla loro presenza.

Semplice? Niente affatto, soprattutto nell’era dei filtri Instagram che con un click fanno sparire per magia qualunque cosa idealmente sgradita alla vista, primi tra tutti i segno sulla pelle, un affair che accomuna talmente tante persone da meritare una battaglia personalizzata per sdoganarli, con tanto di hashtag ad hoc: #skinpositivity.

Tra i fattori maggiormente responsabili di vergogna e senso di inadeguatezza c’è la vitiligine , una malattia autoimmune che si manifesta con la comparsa di chiazze di varie dimensioni sulla pelle che vanno dal bianco latte al rosa chiaro. A provocarle, le cellule adibite alla produzione della melanina, i melanociti, che improvvisamente in alcune zone del corpo smettono di funzionare per motivi ancora piuttosto misteriosi. L’unica certezza è la predisposizione alla nascita.

«Chi la sviluppa ha nel codice genetico alcune alterazioni che a un certo punto della vita, stimolate da altri fattori, rendono manifesta la vitiligine », spiega la dermatologa Marina Fantano .

Ad accendere la miccia possono essere cause ambientali, come ad esempio un trasferimento in una zona dal clima diametralmente differente a quello d’origine; patologiche ovvero la presenza di altre malattie autoimmuni o infine traumatiche-psicologiche, come lo stress.

Due le cose fondamentali, infine, da sapere: non è contagiosa e non pregiudica la salute generale , insomma niente panico, se avete la vitiligine state bene .

Nonostante le rassicurazioni però, a farla da padrone è quasi sempre il forte stigma sociale che la accompagna, visto che non è affatto raro si manifesti in zone visibili come viso o mani, creando non pochi disagi.

«Si tratta di un aspetto che accomuna tutti, a prescindere dall’età e la prova è che mi capitino spesso pazienti di oltre 70 anni che chiedano di risolvere il problema perché fonte di un malessere tale da impedire anche la più semplice interazione. – conferma Marina Fantano – In questo caso la prima cosa da fare è rassicurarle facendole sentire accolte e capite, senza minimizzarne lo stato d’animo. Poi, oltre a proporre loro un trattamento avveniristico a base di micro fototerapia realizzata con il metodo Ratokderm ; consiglio quando è necessario un percorso psicologico».

Metabolizzare si conferma quindi il passo più difficile , e se non riuscite ancora a farlo datevi tempo e magari cercate di assorbire quel poco di sicurezza che ancora vi manca spiando le numerose celebrities che hanno dichiarato di conoscere in prima persona la vitiligine, tra le quali Mara Maionchi , l’ex Uomini e Donne e GF Luca Onestini e il nuotatore Luca Marin , oltre a leggende vere e proprie come Michael Jackson e Andy Wahrol, i cui guai cutanei non hanno certo precluso il successo planetario nei rispettivi ambiti artistici. Arte scelta anche dall’influencer statunitense Ash Soto , che si definisce sui social La ragazza con il mondo disegnato sul corpo . Per capirne il motivo basta dare un occhiata al suo profilo Instagram, un mondo di colori e allegria realizzato a colpi di body painting che enfatizza le macchie di vitiligine trasformandole un giorno nello sfondo di un

mappamondo, l’altro in un giardino, l’altro ancora nella tavolozza di un pittore.

L’ultima celeb in ordine di tempo a svelarsi è stata invece Kasia Smutniak , che pochi giorni dopo il quarantesimo compleanno ha reso nota una foto delle proprie mani e braccia con macchie fino ad ora sconosciute al pubblico, dove però a spiccare è soprattutto il sorriso. Quello che le ha fatto dire Fatti amare per i tuoi difetti.

Già perché se è vero che con il trucco giusto la vitiligine si può coprire perfettamente non farlo è la vera rivoluzione, come dimostra la community virtuale @vitiligineitalia o l’hashtag #vitiligobeauty, che accompagna oltre 40.000 foto di empowerment femminile e bellezza sconvolgente, ovviamente not vitiligo free.

Della stessa squadra la modella Amy Deanna , protagonista di numerose campagne pubblicitarie e scatti social, e soprattutto Winnie Harlow , che ha fatto della propria pelle black and white un punto di forza. Vi dice nulla Victoria’s Secret? Le selezioni per diventare un angelo sono tostissime e se ce l’ha fatta lei beh…cosa dite: archiviamo definitivamente l’idea che la vitiligine rappresenti un problema?

Nonostante sia un’amante del make-up, anche la super top ha sposato il concetto di #skinpositivity e di una beauty routine volta a prendersi cura della pelle, non a trasformarla. In un recente video da lei stessa pubblicato, infatti, accompagna le ragazze che la seguono in un rituale di bellezza nel quale, dopo una corretta pulizia e detersione passa al trucco, specificando di non applicare fondotinta e correttore sulle macchie chiare, eccezion fatta per quelle sulle palpebre

degli occhi, ma solo per poter realizzare uno smokey eyes pazzesco con la nuova palette creata appositamente per lei da Kim Kardashian , KKWBEAUTY X WINNIE . Insomma, sì al make-up, e a una protezione solare alta, ma solo per esaltare la bellezza e sfoggiare con fierezza una diversità di cui non doversi mai più vergognare.

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