Weekend ad Anacapri, l’altra faccia dell’isola

Due giorni, sabato e domenica, che sembrano una lunga vacanza. Ospiti al nuovo Hotel Villa Blu per scoprire un’altra isola, elegante ma più vera e più avventurosa. E sempre dolcissimaWeekend ad Anacapri, l’altra faccia dell’isola Weekend ad Anacapri, l’altra faccia dell’isola Weekend ad Anacapri, l’altra faccia dell’isola Weekend ad Anacapri, l’altra faccia dell’isola Weekend ad Anacapri, l’altra faccia dell’isola Weekend ad Anacapri, l’altra faccia dell’isola Weekend ad Anacapri, l’altra faccia dell’isola Weekend ad Anacapri, l’altra faccia dell’isola Weekend ad Anacapri, l’altra faccia dell’isola Weekend ad Anacapri, l’altra faccia dell’isola Weekend ad Anacapri, l’altra faccia dell’isola Weekend ad Anacapri, l’altra faccia dell’isola Weekend ad Anacapri, l’altra faccia dell’isola Weekend ad Anacapri, l’altra faccia dell’isola Weekend ad Anacapri, l’altra faccia dell’isola Weekend ad Anacapri, l’altra faccia dell’isola Weekend ad Anacapri, l’altra faccia dell’isola Chi è stato a Capri? Sicuramente in tanti. In quanti siamo stati invece ad Anacapri (e non solo per una passeggiata o per un aperitivo o per cenare Al Riccio)? Sicuramente meno. Questa volta, però, anche solo per un sabato e una domenica, abbiamo vissuto l’isola così. Senza nemmeno passare dalla piazzetta, senza andare a ballare da Anema e Core, o a prendere il sole alla Canzone del Mare, ma restando solo in quella parte dell’isola meno nota e meno famosa, ovvero totalmente in un altro mondo. E per di più, bellissimo.

Siamo arrivati sull’isola in un’estate strana, con l’alsicafo pieno di gente (sempre troppo restia a mettere la mascherina) in uno dei primi weekend al mare dopo il lockdown. Ma arrivare a Capri, vederla comparire dal mare come una rocca altera, rinsalda il cuore. L’isola sembra la conferma che il mondo che conoscevamo esiste ancora . Ci assicura che la bellezza è sempre lì, che è una costruzione di millenni e non basteranno certo i ricorsi terreni a scalfirla. Ci assicura anche che l’Italia come la conosciamo è sempre lì, quella dei porti affollati, della gente che beve un aperitivo, che guarda i negozi e mangia un gelato. Certo, non è semplice: l’isola come tanti altri luoghi del nostro Paese frequentati dal turismo internazionale vive un’estate difficile. Il taxista, mentre saliamo per i tornanti che si arrampicano ai 275 metri di Anacapri (Ana = sopra), dice che ci sono il 70 per cento dei turisti in meno. E poi sta zitto un attimo, aspetta che io commenti il mio dispiacere e quindi risponde, «cosa ci devo fare signorina, ci manca lo straniero. Quest’anno c’è turismo solo nei weekend. Però dal lunedì al giovedì è una favola, mai fatti tanti bagni in vita mia, come quest’anno. Eh vabbè! Ci rifaremo l’anno prossimo!».

Anacapri è una strada bianca che parla di Mediterraneo piena di negozi dove tutti fanno avanti e indietro. È una piazzetta con la chiesa e le lucine da festa che tracciano il cielo , sono le stradine che deviano da quella principale e diventano vita vera e vissuta, di chi in un posto così ci abita davvero e non è solo di passaggio (sono 7000 i residenti). Tra questa strade ci sono i segni della storia dell’isola, dei personaggi eclettici che ci sono passati, delle vite dei tanti che si sono innamorati di questo posto: c’è la Casa Rossa , che in un crociccio di abitazioni candide si staglia con il suo color rosso pompeiano e strane merlature castellane (la volle a fine Ottocento il colonnello americano J.C. MacKowen per raccogliere i suoi reperti archeologici). Poi, a dominare il mare, prima di arrivare al paese, c’è Villa San Michele , la più visitata sull’isola, la residenza del medico svedese Axel Munthe costruita sui resti di un’antica cappella e attorno a incredibili pezzi d’arte: statue e pavimenti romani, marmi e colonne e una sfinge egiziana in granito che guarda verso la profondità del mare.

Il nostro hotel, il Villa Blu – che ha appena inaugurato ad Anacapri proprio in questo anno strano, con una buona dose di coraggio e una bella forza positiva – è perfetto per sentirsi nel cuore del paese. È l’unico, tanto per iniziare, a regalare la bellezza di un dehor sulla strada con divanetti e poltronicine con soffici cuscini blu per guardare il passaggio con un drink in mano. Cosa che potrebbere intrattenere per ore. È una villa trasformata in hotel: poche camere (27, con 3 suite con rooftop con jacuzzi), pochi ospiti che si conoscono tutti in breve tempo – se serve – e una piscina dove passare anche un’intera giornata, dalla colazione ai tavoli all’aperto all’apertivo e alla cena sotto la veranda. Il proprietario ci ha confidato che ha grandi piani per lo sviluppo gourmand dell’hotel, che potrebbero addirittura cambiare la mappatura delle stelle italiane, ma già ora la cucina a firma dello chef Simone Mancini è di alto livello , basata sul prodotto locale servito con eleganza ed equilibrio.

Il weekend si potrebbe passare anche così, tra la piscina e un aperitivo. Se invece si possiede un buon paio di sneaker allora si può scegliere di seguire un percorso per vivere il lato più selvaggio dell’isola. Si chiama il Sentiero dei Fortini , unisce in tre ore e mezzo di cammino (me se ne può fare anche solo una parte) due dei luoghi più belli dell’isola – la Grotta Azzurra e il Faro -. È un un sentiero tra la natura mediterranea più aspra e arida, passando da calette che pensavi che no, proprio a Capri non potevano esistere, dove non c’è nessuno e ci si tuffa nelle onde blu, toccando i forti che tra il IX e il XV secolo furono costuiti per proteggere l’isola dagli assalti dei pirati. È una piccola avventura, sotto il sole, caldo, il mare che è uno scenario incontaminato. Se si facesse una lista italiana dei sentieri più belli sul mare, questo avrebbe sicuramente il suo posto .

C’è un passo finale da compiere per una piccola «due giorni alternativi» ad Anacapri : prendere la seggiovia che dal centro paese porto fino alla cima di questo scoglio glorioso, al Monte Solaro . Sono «solo» 589 metri di altezza ma da quassù si ha la vista sul golfo più sensazionale. E poi la seggiovia per salire è a un posto, sembra davvero di volare.

—- COME ANDARCI —-

L’hotel Villa Blu , appena aperto, ha 23 camere di vario livello, una bella piscina, la sensazione comoda di essere a casa e di sentirla subito un po’ tua. Come tanti hotel per questa strana stagione ha abbassato un po’ i prezzi, ma non di troppo per rispettare la qualità dell’offerta. Una cena vale davvero la pena. Il menù dello chef Simone Mancini per la sera di Ferragosto, è da favola.

Per un aperitivo o per cena in un posto diverso andate al Riccio , il ristorante, due stelle del Capri Palace, che è anche un beach club. Ottimo anche A Curtiglia , ristorante con una vista sul tramonto indimenticabile al faro, prodotti freschissimi, e si può raggiungere con il servizio di navetta dalla piazza di Anacapri. Linguine alla Nerano ottime. In paese, il bar Grotta Azzurra è perfetto per drink pre o post dinner. Per un souvenir porta fortuna, la capra di Capri in terracotta con la campana di San Michele al collo si compra da Eureka vicinissimo all’hotel.https://www.vanityfair.it/viaggi-traveller/weekend/2020/08/13/weekend-ad-anacapri-laltra-faccia-dellisola