Wuhan, Sara Platto:«Non smettete mai di sorridere»

Dopo cinquantuno giorni d’isolamento a Wuhan, Sara Platto, rimasta nella città cinese insieme a suo figlio, ci ha dato qualche consiglio per continuare a sorridereQuanto dura il periodo di incubazione del nuovo coronavirus (2019-nCoV)? Come distinguere la tosse da infreddatura da quella da coronavirus? L’infezione da nuovo coronavirus (2019-nCoV) causa sempre una polmonite grave? Servono le analisi del sangue? Le persone asintomatiche possono trasmettere l’infezione? I prodotti cinesi sono a rischio? Esiste un vaccino contro il nuovo coronavirus (2019-nCoV)? Quali farmaci proteggono contro il coronavirus? Il risciacquo regolare del naso con una soluzione salina può aiutare a prevenire l’infezione? Il lavaggio delle mani serve veramente per prevenire l’infezione? Il lavaggio delle mani serve veramente per prevenire l’infezione? L’alcol è efficace per disinfettare le superfici? La candeggina è efficace per disinfettare superfici e pavimenti? Sono trascorse tre settimane dalla prima volta in cui abbiamo parlato con Sara Platto . Il 20 febbraio scorso ci aveva raccontato via WhatsApp perché aveva deciso di restare a Wuhan , città epicentro dell’epidemia di coronavirus, nonostante la paura fosse tanta e i dati su contagi e vittime poco rassicuranti.

Oggi la situazione è del tutto capovolta. A Wuhan tutti gli ospedali temporanei aperti per rispondere all’emergenza sono stati chiusi e i nuovi contagi sono pochissimi, si parla di circa quattordici nell’arco di tre giorni. In Italia l’epidemia sta raggiungendo il picco, l’isolamento è appena iniziato.

Sara Platto, 46 anni, bresciana e docente presso l’università Jianghan dove insegna Comportamento e benessere degli animali e consulente scientifica per la China Biodiversity Conservation and Green Development Foundation , è al cinquantunesimo giorno di «reclusione» casalinga insieme a suo figlio.

«Volete il mio manuale di sopravvivenza all’isolamento? », scherza quando risponde alla chiamata su WhatsApp, sottolineando da subito che il primo segreto fondamentale è non dimenticare l’ironia e sorridere. Anche se sembra difficile. «Voi avete la fortuna di poter uscire a fare la spesa, cosa che qui non è possibile da molte settimane. Compriamo tutto tramite App telefoniche e sistemi di consegna a domicilio».

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My university, @Jianghan University has delivered to us a lot of food. Thank you! #coronavírus #wuhanquarantine

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E la routine quotidiana è molto organizzata. «Ogni mattina intorno alle 9 mio figlio inizia la scuola online fino a mezzogiorno. Io fortunatamente non ho mai smesso di lavorare, anzi sono stata più occupata. Poi pranziamo e nel pomeriggio lui può guardare un po’ di televisione, chiamare gli amici con Wechat. Si sono organizzati con giochi di ruolo online che li tengono impegnati per molto tempo poi c’è l’attività fisica». E qui scatta la seconda risata. «La fa lui e io lo guardo, l’unica mia attività fisica è andare a ritirare la spesa al cancello, che è comunque sempre un’avventura perché ordinando in grosse quantità faccio sollevamento pesi ogni volta».

A Wuhan Sara e suo figlio fanno parte del gruppo di nove italiani presenti in città. Sono gli unici e non potendosi più incontrare hanno creato un gruppo online grazie al quale si tengono in contatto ogni giorno. «Questa è una cosa molto importante. Consiglio a tutti di crearsi un gruppo solido su whatsapp (non di quelli che mandano in giro video allucinanti), che vi permetta di condividere informazioni affidabili e condividere la quotidianità scherzando, ridendo. La cosa che a noi qui a Wuhan ha aiutato tantissimo sono state proprio le risate quotidiane nel cercare di affrontare nuove situazioni . Come per me  il cucinare: sono una pessima cuoca, in uno dei primi giorni di isolamento ho fatto esplodere la macchina del pane perché ho messo troppo lievito e ho condiviso le mie avventure culinarie nel gruppo. Ci siamo fatti un po’ di risate. Avere un gruppo di sostegno così è molto importante».

I momenti difficili arrivano ed è normale. «È bene cercare di mantenere la razionalità anche se la situazione è seria. Riscoprire i legami in famiglia perché si sta insieme tante ore ed è utile reimpostare la relazione. Per esempio mio figlio ha 12 anni, è in piena crisi adolescenziale, e quando ha i momenti in cui sbotta perché vuole uscire ed è stanco della situazione, io lo lascio sbollire, com’è giusto che sia. Poi ci sono le regole, ecco lui ricorderà questi giorni come quelli in cui è stato costretto a pulire e cucinare».

Più volte, in piena epidemia, vicini cinesi hanno dimostrato a Sara una grande solidarietà inviandole pacchi di cibo e biglietti d’affetto. «Non dobbiamo dimenticare la solidarietà e questa quarantena può essere un insegnamento importante anche per i nostri figli. Molte persone soffriranno lutti, altre saranno piegate dalla situazione economica, ognuno di noi deve collaborare e porgere la mano all’altro».

Se ripensa ai primi giorno Sara ricorda suo figlio sdrammatizzare uscendo di casa con la maschera da sub ma anche la paura di una situazione che sembrava fuori controllo. «Bisogna essere responsabili e rispettare le regole, così si può uscirne. Ci tengo a fare un appello a tutte le donne italiane , italiane di adozione e straniere che vivono in Italia. Noi donne abbiamo dimostrato nella storia di saper prendere in mano le redini della situazione quando tutto il resto andava in panico. Facciamolo anche adesso».

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